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Ricatti e video hot in rete «Emergenza educativa»

Ricatti e video hot in rete «Emergenza educativa»

Minacce a una 13enne per immagini spinte, interviene il garante dell’adolescenza «Promuoviamo nelle scuole l’uso consapevole delle nuove tecnologie»

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REGGIO EMILIA. «Educare i ragazzi all’utilizzo delle nuove tecnologie, formare gli insegnanti per comprendere i rischi e aiutare le famiglie a intervenire sono sfide educative di cui dobbiamo farci carico tutti». La garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Clede Maria Garavini interviene sul caso della 13enne vittima di un ricatto a sfondo sessuale da parte di un 20enne nella Bassa. Il giovane voleva obbligare la minore a incontrarla e per farle pressioni minacciava di diffondere un video spinto che la riguardava. Un episodio di cronaca che rappresenta la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso. «Prima di tutto bisogna sottolineare come la ragazza abbia reagito al ricatto nel mondo giusto - dice la garante -. Non ha ceduto alla sopraffazione e si è rivolta alla famiglia. E la famiglia l’ha aiutata ad opporsi a questa violenza. Purtroppo in molti casi i ragazzi restano soli ad affrontare queste vicende, con conseguenze che possono essere anche tragiche».

Il garante regionale riceve puntualmente segnalazioni che riguardano casi di bullismo attuati attraverso il web. «La società della rete è fondata su relazioni effimere – ha detto la garante a un recente convegno – se i giovani diverranno efficaci nei rapporti reali fra le persone diventeranno una barriera contro il cyberbullismo».

Oltre a questo è necessario educare all’utilizzo delle nuove tecnologie. Nell’ottobre 2016 il Corecom Emilia-Romagna, il garante regionale per l’infanzia e la adolescenza, il Dipartimento di psicologia dell’Università di Bologna, l’Ufficio scolastico regionale, la questura di Bologna e il compartimento di Polizia postale hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la promozione congiunta di progetti formativi sull’uso consapevole delle nuove tecnologie da parte dei giovani, e sulla prevenzione del cyberbullismo.

«Uno degli scopi - spiega il garante Garavini - è quello di diffonde e sviluppare, nell’ambito del sistema educativo di istruzione e formazione, la cultura della “navigazione consapevole” in rete. Le iniziative sono rivolte agli studenti e agli insegnanti». In questi incontri si è parlato di adescamento in rete e dei rischi dei social network.

Sul tema interviene anche la consigliera regionale Roberta Mori, presidente della Commissione Pari Opportunità. «La Regione sta investendo molto nella promozione e il sostegno di progetti per il rispetto reciproco, contro il sessismo e la strumentalizzazione del corpo femminile. Ci sono anche progetti di educazione all’affettività nelle scuole. I nativi digitali utilizzano i nuovi mezzi con disinvoltura ed è necessario un grande lavoro di prevenzione». Le vittime del bullismo sono sia ragazzi che ragazze. «Molti casi a sfondo sessuale - conclude la consigliera reggiana - vedono come vittime le ragazze. Mentre per gli uomini è frequente il bullismo omofobico». (j.dp.)

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