Santa Croce in attesa di essere riunito
Il muro di viale Ramazzini dovrà essere abbattuto a breve grazie ai fondi del progetto ex Reggiane
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REGGIO EMILIA. Dopo anni di polemiche e proteste, questa volta pare che ci siamo davvero. Il muro di viale Ramazzini, dopo quasi vent’anni di battaglie, sarà finalmente abbattuto.
Non subito – i lavori presentano delle difficoltà tecniche considerevoli – ma quasi certamente entro la seconda metà di quest’anno.
Il progetto sarà finanziato grazie ai 18 milioni di euro che costituiscono la quota che spetta al Comune nel bando nazionale per il recupero delle periferie. Lo stesso bando in cui ci sarebbero anche i soldi per realizzare l’impianto Indoor di atletica da ricavare ristrutturando uno dei capannoni delle ex Reggiane.
I tempi, invece, si sono allungati di qualche mese. La complessità tecnica dell’abbattimento, infatti, è legata alle norme di sicurezza ferroviaria che imporrebbero di ridurre al minimo i passaggi a livello e di farli solo in casi strettamente necessari, soprattutto quando si è nelle aree di manovra delle stazioni. E quella di Reggio Emilia ha un’area di manovra che si estende da Santa Croce fino a Ospizio.
Oltre alle questioni amministrative ve ne sono poi anche altre più pratiche.
I binari hanno un elevato dislivello rispetto al manto stradale dovuto a un rincalzo fatto proprio dopo la chiusura del passaggio a livello.
Il progetto dovrà dunque trovare una soluzione o per abbassare la ferrovia o per alzare la strada. Ripristinare il passaggio a livello come era prima o adattarlo in modo da favorire un transito razionale delle macchine.
Non subito – i lavori presentano delle difficoltà tecniche considerevoli – ma quasi certamente entro la seconda metà di quest’anno.
Il progetto sarà finanziato grazie ai 18 milioni di euro che costituiscono la quota che spetta al Comune nel bando nazionale per il recupero delle periferie. Lo stesso bando in cui ci sarebbero anche i soldi per realizzare l’impianto Indoor di atletica da ricavare ristrutturando uno dei capannoni delle ex Reggiane.
I tempi, invece, si sono allungati di qualche mese. La complessità tecnica dell’abbattimento, infatti, è legata alle norme di sicurezza ferroviaria che imporrebbero di ridurre al minimo i passaggi a livello e di farli solo in casi strettamente necessari, soprattutto quando si è nelle aree di manovra delle stazioni. E quella di Reggio Emilia ha un’area di manovra che si estende da Santa Croce fino a Ospizio.
Oltre alle questioni amministrative ve ne sono poi anche altre più pratiche.
I binari hanno un elevato dislivello rispetto al manto stradale dovuto a un rincalzo fatto proprio dopo la chiusura del passaggio a livello.
Il progetto dovrà dunque trovare una soluzione o per abbassare la ferrovia o per alzare la strada. Ripristinare il passaggio a livello come era prima o adattarlo in modo da favorire un transito razionale delle macchine.
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