Uccise la sorella, Ausl pronta a ospitarlo
Franco Govi visitato in carcere dal direttore del dipartimento salute mentale. Potrebbe finire ai domiciliari nel reparto
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REGGIO EMILIA. Il dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Reggio è disposto a ospitare al suo interno Franco Govi sotto il regime degli arresti domiciliari. Una posizione espressa da Gaddomaria Grassi, direttore del dipartimento, che nei giorni scorsi ha visitato in carcere il 70enne, il quale ha confessato in una telefonata al 118 di aver ucciso il giorno di Natale la sorella Franca, 61 anni, strangolandola in casa a Canali. I difensori di Govi, gli avvocati Marco Fornaciari e Nico Vaccari, avevano già richiesto gli arresti domiciliari per il loro assistito, respinti però dal giudice Giovanni Ghini, che aveva confermato la misura in carcere, dove è tutt’ora detenuto l’indagato, «al quale ha fatto visita il dottor Grassi, che potrebbe portare a una rivisitazione della decisione del giudice Ghini», fa sapere l’avvocato Fornaciari. I legali fanno leva sul disagio psichico del loro assistito, non ritenendo il carcere il luogo idoneo dove deve stare. Avevano già chiesto una struttura adeguata alle condizioni di salute del 70enne. La soluzione sembra offerta ora dal dipartimento di salute mentale, «ma che sarà sottoposto alla valutazione del gip» conclude Fornaciari.
Su Govi pesa l’accusa di omicidio pluriaggravato, imputazione che si lega anche alla parentela con la vittima nonché ai futili motivi. Dopo aver strangolato la sorella in bagno, l’omicida ha aspettato che arrivassero le forze dell’ordine, tentando invano di ferirsi con un coltello, senza procurarsi lesioni gravi. Ai poliziotti aveva subito confermato la confessione fatta al 118. La sorella è stata trovata esanime nel bagno dell’appartamento in via Bologna 10. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarla, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Secondo il sostituto procuratore Giacomo Forte, Govi era lucido, descritto invece dai suoi avvocati come «una persona scossa, che ha dato segni di pentimento». (e.l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Su Govi pesa l’accusa di omicidio pluriaggravato, imputazione che si lega anche alla parentela con la vittima nonché ai futili motivi. Dopo aver strangolato la sorella in bagno, l’omicida ha aspettato che arrivassero le forze dell’ordine, tentando invano di ferirsi con un coltello, senza procurarsi lesioni gravi. Ai poliziotti aveva subito confermato la confessione fatta al 118. La sorella è stata trovata esanime nel bagno dell’appartamento in via Bologna 10. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarla, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Secondo il sostituto procuratore Giacomo Forte, Govi era lucido, descritto invece dai suoi avvocati come «una persona scossa, che ha dato segni di pentimento». (e.l.t.)
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