Gazzetta di Reggio

Reggio

Addio a Bertolini, San Polo in lutto

Una vita passata a costruire dighe. Volontario Avis e cultore dell’aceto balsamico

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SAN POLO. Ha suscitato profondo cordoglio in paese la morte di Stefano Bertolini, 85 anni, uno dei sampolesi più attivi come volontario per l’Avis e in parrocchia. Dal 30 dicembre era ricoverato all’ospedale di Montecchio dove è deceduto ieri alle 10, a causa di un aggravamento delle sue condizioni di salute.

Nato nel 1932, Stefano Bertolini ha avuto una vita avventurosa soprattutto in gioventù: quando compì 14 anni il padre gli diede il libretto del lavoro e così giovanissimo cominciò a lavorare nell’officina Rubini di Bibbiano per imparare il mestiere del fabbro. Ma non gli bastava ed allora nonostante l’età decise di andare a Milano a frequentare dei corsi per diventare saldatore e proprio a Milano venne assunto da un’impresa edile specializzata nella costruzione di dighe e così Bertolini divenne un esperto proprio nella costruzione di grandi dighe che lo portarono in giro per il mondo.

Bertolini ha partecipato alla costruzione della diga idroelettrica sul fiume Zambesi in Africa costruita da imprese italiane, una delle dighe più grandi del mondo, alta 128 metri e con un’arcata di 579 metri, realizzata tra il 1955 ed il 1959. Ha partecipato anche alla costruzione di una diga sulle Alpi svizzere e a molti altri progetti. Al termine di ogni lavoro tornava a casa e poi ripartiva. Ma venne il tempo di costruire anche una famiglia e per questo motivo rinunciò a viaggiare e iniziò a lavorare come conduttore di generatori di vapori alla centrale termica dell’ex ospedale psichiatrico San Lazzaro a Reggio, dove è rimasto fino alla pensione. Nel frattempo Bertolini è stato sempre molto attivo e partecipe alle varie attività del paese, come volontario Avis, in parrocchia e per tute le associazioni di volontariato che lo chiamavano. Di carattere gioviale, generoso ed altruista, amava cucinare e spesso era il cuoco nelle varie sagre anche nei paesi limitrofi. Ma la sua passione più grande era l’aceto balsamico tradizionale di cui era un vero cultore.

Nel 2015, Bertolini aveva vinto il palio dell’aceto balsamico organizzato a San Polo, una passione quella per l’aceto balsamico che coltivava fin dal 1960 quando per la prima volta vide un contadino che cuoceva il mosto nei paioli: «Il segreto sta tutto nel seguire un buon disciplinare ma soprattutto di avere la fortuna che ho io e cioè una casa all’imbocco della valle dell’Enza, l’aria giusta, un solaio caldo d’estate e freddo d’inverno» amava ripetere.

Stefano Bertolini lascia la moglie Giovanna Aleotti e i due figli, Gianluca e Gianmarco. La cerimonia funebre si terrà oggi, alle 15 nella chiesa del Castello a San Polo. La salma verrà tumulata nel cimitero di Villa Pieve.

Daniela Salati

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