Gazzetta di Reggio

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Coop a rischio col decreto forestazione

di Luca Tondelli
Coop a rischio col decreto forestazione

L’allarme di Leana Pignedoli, senatrice del Pd: «Il provvedimento è da rivedere e da correggere immediatamente»

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VENTASSO. «Un decreto da rivedere e correggere immediatamente». È il giudizio della senatrice del Pd Leana Pignedoli sul nuovo decreto legge che regolamenta la forestazione, che potrebbe mettere a rischio l’esistenza di esperienze straordinarie come le cooperative dei Briganti di Cerreto e i Cavalieri di Succiso, che in questi anni hanno rappresentato la salvezza delle loro comunità.

Un decreto che, nonostante lo scioglimento delle Camere decretato dal Presidente della Repubblica, potrà proseguire nel suo iter in quanto le Commissioni parlamentari proseguono il loro lavoro già calendarizzato.

Spiega la Pignedoli: «Ritengo sia immediatamente da modificare l’impostazione del decreto forestazione che considera le cooperative agricole equiparabili ad imprese solo nel caso in cui forniscano servizi forestali in via esclusiva. Sul nostro territorio, infatti, abbiamo moltissimi esempi di realtà che operano ogni giorno per far sì che la montagna sia adeguatamente curata e non lo fanno in via esclusiva proprio perché la loro multifunzionalità è un valore per tutto il territorio». Prosegue la senatrice: «Le cooperative forestali sono una precondizione per vivere e fare impresa agricola in Montagna: esse garantiscono occupazione, sistemazioni idraulico forestali, ma anche turismo, educazione ambientale e molti altri servizi. La norma attualmente contenuta nel decreto rischierebbe, quindi, di compromettere la sopravvivenza di realtà che fanno capo a interi Paesi, che il nostro crinale ben conosce e apprezza. Per questo come Pd stiamo già lavorando alla proposta di modifica al testo: la commissione ambiente del Senato ha già inviato osservazioni e in commissione agricoltura ci faremo promotori in tutte le sedi opportune affinché questa stortura venga eliminata. Pensiamo, in particolare, alla Conferenza Stato-Regioni che siamo certi chiederà di ripristinare la dicitura originaria che prevedeva cooperative che intervengono in via principale, ma non esclusiva».

A lanciare l’allarme sulle possibili ricadute del decreto era stata Alleanza Cooperative di Reggio: «Questo provvedimento rischia di cancellare il concetto stesso di multifunzionalità dell’agricoltura nelle aree montane - scrivono - di portare al collasso diverse imprese e di mettere in ginocchio quelle comunità locali entro le quali proprio grazie ad imprese multifunzionali, e in primo luogo cooperative forestali e cooperative di comunità, si sono garantite possibilità di vita e di lavoro. Se non verrà modificato, l’inserimento del termine “in via esclusiva” rischia, in considerazione delle attività di carattere multifunzionale da sempre svolte dalle cooperative forestali, di escludere queste ultime dalla equiparazione agli imprenditori agricoli. La conseguenza sarebbe quella di tornare alla situazione di oltre venti anni fa e tutto ciò in contrasto con la normativa vigente e con tutti gli strumenti di programmazione di sviluppo del settore. Rimarchiamo - concludono - la straordinaria gravità che la restrizione del riconoscimento di impresa agricola nel settore forestale comporterebbe nel nostro territorio per le negative ricadute occupazionali, di manutenzione territoriale e di sostenibilità di attività economiche legate alla valorizzazione forestale che hanno nella multifunzionalità fra le filiere un elemento fondamentale di tenuta e sviluppo” .

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