I due spacciatori non parlano in tribunale
Resta in carcere il clandestino marocchino, rischia l’espulsione il nigeriano con permesso umanitario
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REGGIO EMILIA. Primo passaggio giudiziario – ieri mattina in tribunale – per i due giovani arrestati in via Paradisi dai carabinieri per spaccio il giorno di Capodanno.
Destini, comunque, diversi per i due imputati che sono difesi dall’avvocato Alessandra Bonini: il profugo nigeriano 20enne James Kingsley Owobu ha ora il divieto di dimora a Reggio Emilia (sarà processato a metà febbraio), mentre il clandestino marocchino 31enne Sofyen Somrani rimane in carcere e ricomparirà in aula a fine mese.
Davanti al giudice Cristina Beretti si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere. Per il nigeriano la procura ha già chiesto il nulla-osta per l’espulsione e la decisione verrà presa il giorno del processo.
Si tratta di due persone senza fissa dimora e senza un’occupazione stabile.
Il primo a essere stato arrestato – il primo giorno dell’anno – è stato il nigeriano fermato dai carabinieri che l’avevano visto invitare un noto tossicodipendente a seguirlo.
Il profugo ha cercato di disfarsi di cinque dosi che gettava a terra e che recuperate dai carabinieri sono risultate contenere complessivi 10 grammi di eroina thailandese.
Il tossicodipendente rintracciato dai carabinieri ha confermato – come verificato dai carabinieri dall’analisi del cellulare – di aver contattato prima il nigeriano per l’acquisto di una dose di eroina.
A distanza di un’ora i carabinieri hanno fermato il marocchino che, uscito dall’androne di un palazzo, alla vista dei militari ha cercato invano di rientrare per evitare i controlli.
Subito fermato è stato trovato in possesso di 4 dosi di cocaina e 300 euro in contanti.
Uno dei due stranieri è in possesso del permesso di soggiorno per motivi umanitari mentre l’altro è risultato essere un clandestino. Ai due spacciatori i carabinieri hanno sequestrato i rispettivi cellulari ritenuti dai militari il tramite con i clienti. Le due indagini sono coordinate dal pm Giulia Stignani. Entrambi gli stranieri hanno come denominatore comune l’attività di spaccio a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia, che – anche per il 2018 – si conferma l’area con il maggior numero di fermati per reati legati alla droga.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Destini, comunque, diversi per i due imputati che sono difesi dall’avvocato Alessandra Bonini: il profugo nigeriano 20enne James Kingsley Owobu ha ora il divieto di dimora a Reggio Emilia (sarà processato a metà febbraio), mentre il clandestino marocchino 31enne Sofyen Somrani rimane in carcere e ricomparirà in aula a fine mese.
Davanti al giudice Cristina Beretti si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere. Per il nigeriano la procura ha già chiesto il nulla-osta per l’espulsione e la decisione verrà presa il giorno del processo.
Si tratta di due persone senza fissa dimora e senza un’occupazione stabile.
Il primo a essere stato arrestato – il primo giorno dell’anno – è stato il nigeriano fermato dai carabinieri che l’avevano visto invitare un noto tossicodipendente a seguirlo.
Il profugo ha cercato di disfarsi di cinque dosi che gettava a terra e che recuperate dai carabinieri sono risultate contenere complessivi 10 grammi di eroina thailandese.
Il tossicodipendente rintracciato dai carabinieri ha confermato – come verificato dai carabinieri dall’analisi del cellulare – di aver contattato prima il nigeriano per l’acquisto di una dose di eroina.
A distanza di un’ora i carabinieri hanno fermato il marocchino che, uscito dall’androne di un palazzo, alla vista dei militari ha cercato invano di rientrare per evitare i controlli.
Subito fermato è stato trovato in possesso di 4 dosi di cocaina e 300 euro in contanti.
Uno dei due stranieri è in possesso del permesso di soggiorno per motivi umanitari mentre l’altro è risultato essere un clandestino. Ai due spacciatori i carabinieri hanno sequestrato i rispettivi cellulari ritenuti dai militari il tramite con i clienti. Le due indagini sono coordinate dal pm Giulia Stignani. Entrambi gli stranieri hanno come denominatore comune l’attività di spaccio a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia, che – anche per il 2018 – si conferma l’area con il maggior numero di fermati per reati legati alla droga.
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