I sacchetti “costosi” che fanno discutere
di Nicole Nasi
Tante le lamentele dei reggiani per la nuova direttiva adottata dai supermercati ed ipermercati del nostro paese
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REGGIO EMILIA. Nel nuovo anno sono tanti i rincari, dal prezzo delle bollette della luce e del gas alla tassa sui rifiuti, dalle tariffe postali ai costi bancari.
Una grossa novità è stata introdotta anche da tutti i supermercati ed ipermercati d’Italia, dove la direttiva Ue 2015/720 impone l’obbligo di utilizzo di particolari sacchetti biodegradabili a pagamento per l’acquisto di prodotti del reparto ortofrutticolo.
Molte sono state le dichiarazioni, i pensieri e le opinioni dei cittadini reggiani in questi primi giorni.
«La prendiamo com’è, tanto non ci possiamo fare niente, è così ovunque. Tutto è in aumento. Ci mancava solo questo» dichiara Gianni Villa, cliente del Conad “Le Vele” di Reggio Emilia.
Non differente è il pensiero di Raffaele Fascione che fa sempre la spesa all’Ipercoop Ariosto: «Viene segnato subito il prezzo del sacchetto sul “salvatempo”. È solo l’ennesimo modo per rientrare con i costi e avere un maggior guadagno da parte dell’ipermercato – continua Fascione – Tra qualche tempo sono sicuro che ci faranno pagare anche gli stessi carrelli della spesa».
Sul costo del servizio non è d’accordo nemmeno Cristiana Re che dice: «È una lamentela continua ed è tutto ingiusto. Contribuiamo solamente ai loro costi. L’ecologia e l’ambiente sono solo scusanti per non far arrabbiare i clienti».
«Dovrebbe essere compreso nel prezzo del prodotto. Non mi spiego perché si debba pagare due volte» aggiunge Davide Battistini, un cittadino reggiano stanco e arrabbiato per i continui rincari. Non tutti sono consapevoli e informati adeguatamente sulla nuova norma in vigore negli esercizi alimentari, come Fabio Biagini che dichiara: «Mi sono attrezzato prendendo i sacchettini da casa. Non ho ben capito in che modo funzioni, chiederò alla cassa».
Le lamentele non riguardano però solo il costo ma anche il materiale con cui sono fatti. Anna Pellecchia, cliente del supermercato Esselunga di Reggio spiega: «Oltre ad essere una spesa che si può tranquillamente evitare e che potrebbe riguardare unicamente il punto vendita, io avrei reinserito le buste di carta al posto dei sacchettini biodegradabili. Sono maggiormente funzionali, decisamente utili e resistenti al peso quando si portano a casa i prodotti». Ci vorrà più tempo del previsto per abituarsi a questa ennesima spesa e al fatto che in alcune parti del paese i sacchettini non vengono fatti direttamente pagare al cliente sullo scontrino.
Una grossa novità è stata introdotta anche da tutti i supermercati ed ipermercati d’Italia, dove la direttiva Ue 2015/720 impone l’obbligo di utilizzo di particolari sacchetti biodegradabili a pagamento per l’acquisto di prodotti del reparto ortofrutticolo.
Molte sono state le dichiarazioni, i pensieri e le opinioni dei cittadini reggiani in questi primi giorni.
«La prendiamo com’è, tanto non ci possiamo fare niente, è così ovunque. Tutto è in aumento. Ci mancava solo questo» dichiara Gianni Villa, cliente del Conad “Le Vele” di Reggio Emilia.
Non differente è il pensiero di Raffaele Fascione che fa sempre la spesa all’Ipercoop Ariosto: «Viene segnato subito il prezzo del sacchetto sul “salvatempo”. È solo l’ennesimo modo per rientrare con i costi e avere un maggior guadagno da parte dell’ipermercato – continua Fascione – Tra qualche tempo sono sicuro che ci faranno pagare anche gli stessi carrelli della spesa».
Sul costo del servizio non è d’accordo nemmeno Cristiana Re che dice: «È una lamentela continua ed è tutto ingiusto. Contribuiamo solamente ai loro costi. L’ecologia e l’ambiente sono solo scusanti per non far arrabbiare i clienti».
«Dovrebbe essere compreso nel prezzo del prodotto. Non mi spiego perché si debba pagare due volte» aggiunge Davide Battistini, un cittadino reggiano stanco e arrabbiato per i continui rincari. Non tutti sono consapevoli e informati adeguatamente sulla nuova norma in vigore negli esercizi alimentari, come Fabio Biagini che dichiara: «Mi sono attrezzato prendendo i sacchettini da casa. Non ho ben capito in che modo funzioni, chiederò alla cassa».
Le lamentele non riguardano però solo il costo ma anche il materiale con cui sono fatti. Anna Pellecchia, cliente del supermercato Esselunga di Reggio spiega: «Oltre ad essere una spesa che si può tranquillamente evitare e che potrebbe riguardare unicamente il punto vendita, io avrei reinserito le buste di carta al posto dei sacchettini biodegradabili. Sono maggiormente funzionali, decisamente utili e resistenti al peso quando si portano a casa i prodotti». Ci vorrà più tempo del previsto per abituarsi a questa ennesima spesa e al fatto che in alcune parti del paese i sacchettini non vengono fatti direttamente pagare al cliente sullo scontrino.
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