castelnovo monti
I successi del Goam in Etiopia: orfani salvati, giovani a scuola
CASTELNOVO MONTI. Come da tradizione, nei giorni scorsi, è arrivata a volontari e sostenitori del Gaom l’annuale lettera da parte della Onlus dell’Appennino, su quanto realizzato nel 2017 e sugli...
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CASTELNOVO MONTI. Come da tradizione, nei giorni scorsi, è arrivata a volontari e sostenitori del Gaom l’annuale lettera da parte della Onlus dell’Appennino, su quanto realizzato nel 2017 e sugli obiettivi del 2018. La lettera è a firma del presidente dell’associazione, Alberto Campari, del fondatore Riccardo Azzolini e del vice presidente Gianluca Marconi.
«Il 2017 è stato un anno importante per l’Etiopia e per le missioni dove il Gaom lavora da ormai 33 anni – si legge nella comunicazione –. Dopo gli scontri del 2016, il Paese ora è in un momento di tranquillità. La guerra era scoppiata perché il governo aveva tolto le case alla tribù Oromo per ampliare in particolare Addis Abeba, ormai una megalopoli da 10 milioni di abitanti e in continua espansione. C’era tensione in tutto il Paese. Ora il governo ha invece distribuito altra terra agli Oromo, e altri cambiamenti hanno ristabilito la pace. Alla missione di Gambo gestita dai missionari della Consolata, si stanno verificando cambiamenti importanti, coinvolgendo nella gestione anche personale locale e non più solo responsabili esterni. Il Gaom continua a sostenere tramite le adozioni a distanza l’attività di suor Aldina Predieri, per la valorizzazione della donna e la cura dei bambini».
A Shashemene il Gaom sta gestendo la casa famiglia per bambini e ragazzi di strada, e famiglie in difficoltà. «Alcuni ragazzi usciti quest’anno – spiega ancora la lettera del Gaom – perché divenuti maggiorenni, stanno frequentando l’università in diverse zone del Paese. Un altro ragazzo è tornato alla sua famiglia, poiché ammalato di epatite, così che possa vivere serenamente il tempo che gli resta. Sono una famiglia poverissima per cui stiamo fornendo assistenza sanitaria e il vitto a lui e i suoi famigliari. Abbiamo accolto due bambini alla casa famiglia che provengono da una delle one più colpite dagli scontri dello scorso anno: erano rimasti soli e nello spirito che era di Padre Silvio Sordella sono stati subito accuditi. In generale la casa famiglia sta crescendo, anche grazie alla collaborazione con la Congregazione delle suore Cappuccine di Madre Rubatto». Per sostenere questi giovani e bambini e dare loro vitto, alloggio e formazione scolastica è stato lanciato per il 2018 il progetto “Adotta Casa Famiglia”: «Non chiediamo di adottare un bambino specifico - conclude la lettera dei responsabili Gaom - ma sostenere con una piccola donazione mensile da 10, 20, 30 o 50 euro la struttura che li aiuta tutti».
Per informazioni sulle donazioni è possibile contattare il numero 328 6762830 oppure visitare il sito www.gaom.it. Fondato nel 1984 dal dottor Riccardo Azzolini, il Gaom ha concentrato la sua attività di aiuto ai luoghi in via di sviluppo in Etiopia, in particolare a Gambo, località che si trova 300 chilometri a sud della capitale Addis Abeba, dove collabora con i Missionari della Consolata. Nato per favorire l’accesso alle cure da parte delle popolazioni più povere, il Gaom si è poi occupato di progetti di sviluppo in senso più ampio per andare incontro alle esigenze delle comunità. Oggi conta una trentina di volontari ma oltre 300 collaboratori tra personale medico sanitario e tecnici, a cui si aggiungono anche tutte le persone che sostengono i progetti attraverso donazioni.
Luca Tondelli
«Il 2017 è stato un anno importante per l’Etiopia e per le missioni dove il Gaom lavora da ormai 33 anni – si legge nella comunicazione –. Dopo gli scontri del 2016, il Paese ora è in un momento di tranquillità. La guerra era scoppiata perché il governo aveva tolto le case alla tribù Oromo per ampliare in particolare Addis Abeba, ormai una megalopoli da 10 milioni di abitanti e in continua espansione. C’era tensione in tutto il Paese. Ora il governo ha invece distribuito altra terra agli Oromo, e altri cambiamenti hanno ristabilito la pace. Alla missione di Gambo gestita dai missionari della Consolata, si stanno verificando cambiamenti importanti, coinvolgendo nella gestione anche personale locale e non più solo responsabili esterni. Il Gaom continua a sostenere tramite le adozioni a distanza l’attività di suor Aldina Predieri, per la valorizzazione della donna e la cura dei bambini».
A Shashemene il Gaom sta gestendo la casa famiglia per bambini e ragazzi di strada, e famiglie in difficoltà. «Alcuni ragazzi usciti quest’anno – spiega ancora la lettera del Gaom – perché divenuti maggiorenni, stanno frequentando l’università in diverse zone del Paese. Un altro ragazzo è tornato alla sua famiglia, poiché ammalato di epatite, così che possa vivere serenamente il tempo che gli resta. Sono una famiglia poverissima per cui stiamo fornendo assistenza sanitaria e il vitto a lui e i suoi famigliari. Abbiamo accolto due bambini alla casa famiglia che provengono da una delle one più colpite dagli scontri dello scorso anno: erano rimasti soli e nello spirito che era di Padre Silvio Sordella sono stati subito accuditi. In generale la casa famiglia sta crescendo, anche grazie alla collaborazione con la Congregazione delle suore Cappuccine di Madre Rubatto». Per sostenere questi giovani e bambini e dare loro vitto, alloggio e formazione scolastica è stato lanciato per il 2018 il progetto “Adotta Casa Famiglia”: «Non chiediamo di adottare un bambino specifico - conclude la lettera dei responsabili Gaom - ma sostenere con una piccola donazione mensile da 10, 20, 30 o 50 euro la struttura che li aiuta tutti».
Per informazioni sulle donazioni è possibile contattare il numero 328 6762830 oppure visitare il sito www.gaom.it. Fondato nel 1984 dal dottor Riccardo Azzolini, il Gaom ha concentrato la sua attività di aiuto ai luoghi in via di sviluppo in Etiopia, in particolare a Gambo, località che si trova 300 chilometri a sud della capitale Addis Abeba, dove collabora con i Missionari della Consolata. Nato per favorire l’accesso alle cure da parte delle popolazioni più povere, il Gaom si è poi occupato di progetti di sviluppo in senso più ampio per andare incontro alle esigenze delle comunità. Oggi conta una trentina di volontari ma oltre 300 collaboratori tra personale medico sanitario e tecnici, a cui si aggiungono anche tutte le persone che sostengono i progetti attraverso donazioni.
Luca Tondelli
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