Lacrime per Davide, il bambino che amava l'atletica
Reggio Emilia, Albinea e Scandiano piangono la morte del bambino di 10 anni, rimasto ucciso nel tragico schianto fra un Tir e il camper su cui viaggiava con i genitori. Sempre grave la mamma, l'infermiera reggiana Antonella Incerti.
ALBINEA. «Mamma, vado a sedermi sull’altro divanetto per vedere meglio il panorama». Davide si è alzato, senza barcollare perché il camper si era appena fermato col motore in panne, e non appena ha raggiunto il posto con una buona visuale, il camion con rimorchio che marciava lungo la superstrada di Viterbo, direzione Roma, ha impattato, a velocità impressionante, contro il lato esterno del mezzo, quello appena raggiunto da Davide, mandandolo in frantumi.
Per Davide Ciuffreda, 10 anni, bambino solare e felice, una vita trascorsa con mamma e papà tra casa - una villetta nella zona residenziale di Albiano - la scuola a Canali e gli allenamenti nell’Atletica Scandiano, non c’è stato scampo. Nonostante i tentativi disperati dell’èquipe delle ambulanze, è morto poco dopo il trasporto all’ospedale Belcolle di Viterbo.
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Migliorano, invece, anche se lentamente le condizioni della mamma, Antonella Incerti, 48 anni, infermiera nel reparto di angiologia dell’ospedale di Reggio, costantemente assistita dal marito Michele Antonio Ciuffreda _ 50 anni, originario di Foggia, uscito illeso dall’incidente, tecnico di radiologia al pronto soccorso dello stesso ospedale della moglie _ ricoverata da ormai due giorni nel reparto di terapia intensiva del presidio viterbese e in attesa, se le condizioni si manterranno stabili, di essere trasferita all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.
Ormai, le fasi veloci e drammatiche, dell’incidente avvenuto intorno alle 10,30 di mercoledì, lungo la superstrada, tra le uscite Viterbo centro tuscanese e Viterbo nord, sembra definitivamente chiarita dagli accertamenti della polizia stradale: il camper della famiglia Ciuffreda, in vacanza da qualche giorno, marciava in direzione sud quando il motore si è fermato, grippato. In quel tratto la superstrada è ha sole due corsie di marcia, che conducono verso direzioni opposte e divise da una “muro” di new jersey.
A margine delle carreggiate uno spazio di nemmeno un metro dedicato alle soste: una trappola mortale. Il camper, grazie alla forza d’inerzia, è riuscito ad arrancare e superare una breve salita per poi fermarsi occupando una buona fetta della carreggiata. Dietro, a breve distanza il camion con rimorchio, condotto da uomo di 62 anni di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, anche lui ferito ma non in maniera grave, che probabilmente non si è quasi accorto dell’ostacolo davanti, tanto che la stradale ha rilevato evidenti segni di frenata oltre il punto d’impatto.
Al momento dello scontro Michele Antonio Ciuffreda era al volante del camper, ed è stata la sua salvezza, sua moglie e suo figlio, invece, chiacchieravano sereni, nella zona retrostante.
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