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Moli sfaldati la procura indaga sull’appalto
CASTELNOVO SOTTO. Nel 2010 Coopsette, finita poi in liquidazione coatta nel 2015, vinse la gara per la ristrutturazione dei moli del porto di Genova, città da sempre considerata la seconda casa delle...
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CASTELNOVO SOTTO. Nel 2010 Coopsette, finita poi in liquidazione coatta nel 2015, vinse la gara per la ristrutturazione dei moli del porto di Genova, città da sempre considerata la seconda casa delle coop dopo Castelnovo Sotto. Si tratta dei pontili che adesso crollano uno dopo l’altro, come venuto a galla nei mesi passati. Tanto che la procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, affidando le indagini al Roan (Reparto Operativo Aero-Navale) della Guardia di Finanza e alla Capitaneria di Porto.
Al momento il fascicolo gestito dal pm Walter Cotugno è un “ modello 45”, contro ignoti, ma a fine 2017 i militari delle Fiamme Gialle e della Guardia Costiera hanno sentito più persone in ambito portuale. In ambienti investigativi ed a Palazzo di Giustizia si conferma che fra i tanti ad essere ascoltato sia stato Edoardo Monzani, direttore generale di Stazioni Marittime. La società gestisce i pontili di attracco delle crociere e dei traghetti di Moby, Tirrenia, Grandi Navi Veloci, Cotunav e Comanav, provenienti e diretti in Sardegna, Corsica, Sicilia, Tunisia, Marocco e Spagna.
Il dissesto delle banchine inizia da Ponte Andrea Doria, collassato il 30 agosto scorso.
Le sue fondamenta sarebbero “sgrottate” dai vortici delle eliche delle grosse navi. Comunque, da quel giorno il molo è inattivo. Sicchè Stazioni Marittime ha dovuto traslare gli attracchi più a ponente.
Non basta. Ai primi di ottobre è comparsa una fessura sulla testata di Ponte dei Mille (inaugurato nel settembre 2011): al momento di modeste dimensioni, ma che preoccupa non poco. Ancora, più indietro nel tempo (il 15 ottobre 2012) sono affondati cinquanta metri di banchine a Calata Zingari e da più di cinque anni sono inutilizzate.
Al momento il fascicolo gestito dal pm Walter Cotugno è un “ modello 45”, contro ignoti, ma a fine 2017 i militari delle Fiamme Gialle e della Guardia Costiera hanno sentito più persone in ambito portuale. In ambienti investigativi ed a Palazzo di Giustizia si conferma che fra i tanti ad essere ascoltato sia stato Edoardo Monzani, direttore generale di Stazioni Marittime. La società gestisce i pontili di attracco delle crociere e dei traghetti di Moby, Tirrenia, Grandi Navi Veloci, Cotunav e Comanav, provenienti e diretti in Sardegna, Corsica, Sicilia, Tunisia, Marocco e Spagna.
Il dissesto delle banchine inizia da Ponte Andrea Doria, collassato il 30 agosto scorso.
Le sue fondamenta sarebbero “sgrottate” dai vortici delle eliche delle grosse navi. Comunque, da quel giorno il molo è inattivo. Sicchè Stazioni Marittime ha dovuto traslare gli attracchi più a ponente.
Non basta. Ai primi di ottobre è comparsa una fessura sulla testata di Ponte dei Mille (inaugurato nel settembre 2011): al momento di modeste dimensioni, ma che preoccupa non poco. Ancora, più indietro nel tempo (il 15 ottobre 2012) sono affondati cinquanta metri di banchine a Calata Zingari e da più di cinque anni sono inutilizzate.
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