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«Noi odontotecnici professionisti di serie B»

«Noi odontotecnici professionisti di serie B»

Negato il riconoscimento tra le professioni tecnico-sanitarie. Delusione della Cna per l’esclusione

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REGGIO EMILIA. Cna esprime forte delusione per il mancato riconoscimento della figura di odontotecnico tra le professioni tecnico-sanitarie. «Rimane l’amarezza della bocciatura dell’emendamento presentato e discusso da Cna, che aveva raccolto il consenso di molti senatori. Riordinare le professioni sanitarie senza riconoscere gli odontotecnici tra le figure tecnico-sanitarie non solo mortifica una categoria che non si sente tutelata e vede limitate le proprie capacità professionali da una legislazione che non è più al passo con le esigenze degli operatori e degli utenti finali, ma neppure risponde alle esigenze di adeguare i profili professionali del settore all’evoluzione normativa e alle mutate necessità del mercato».

È il commento di Debora Bondavalli, vicepresidente Cna Reggio Emilia e portavoce regionale e componente della presidenza nazionale degli odontotecnici, a margine dei lavori conclusivi della 12esima commissione Igiene e Sanità del Senato.

Secondo l’associazione, si è persa l’occasione di dare una concreta risposta a una categoria, quella degli odontotecnici, che da molti decenni attende uno specifico inquadramento professionale costruito su un percorso formativo ad hoc per i nuovi operatori, riconoscendo nel contempo agli operatori già in attività i titoli equipollenti per l’esercizio di questa professione, a tutela delle imprese del territorio e della salute dei cittadini.

«L’attività dell’odontotecnico si è sempre più evoluta negli anni, soprattutto spinta dalle disposizioni comunitarie in materia di dispositivi medici che hanno portato tale figura a una maggiore specializzazione. A Reggio Emilia ad esempio – prosegue Bondavalli – esiste una scuola di formazione professionale come l’Istituto tecnico Galvani, il cui percorso porta a una qualifica professionale dopo tre anni e al diploma di odontotecnico dopo cinque anni, che si conclude con un esame di stato per ottenere l’abilitazione. Tuttavia, le condizioni di accesso alla professione non sono armonizzate a livello europeo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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