Istruzioni per l’uso
Obbligatorio l’utilizzo dei sacchetti biodegradabili
Dal primo dell’anno è stata applicata la direttiva Ue 2015/720 entrata in vigore già lo scorso agosto, che prevede l’utilizzo di sacchetti biodegradabili per la spesa nei reparti di ortofrutta di...
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Dal primo dell’anno è stata applicata la direttiva Ue 2015/720 entrata in vigore già lo scorso agosto, che prevede l’utilizzo di sacchetti biodegradabili per la spesa nei reparti di ortofrutta di tutti i supermercati e ipermercati. Non sono ammesse deroghe di nessun tipo: le buste, non più in plastica, avranno un costo a carico del cliente da 1 a 3 centesimi cadauno e non sarà possibile acquistare nessun tipo di frutto, anche di quantità ridotta, senza utilizzare l’apposito sacchetto messo a disposizione. È inoltre vietato portare da casa altri tipi di buste, mescolare i diversi tipi di frutta e/o di verdura tra loro e prezzare ogni singolo prodotto.
Questo poiché altrimenti non sarebbe possibile per il venditore garantire il prodotto da eventuali contaminazioni avvenute in un secondo tempo e la loro eventuale tracciabilità.
Ogni marchio commerciale può decidere se far pagare interamente o in parte al consumatore il prezzo del sacchetto biodegradabile, che è massimo di 3 centesimi.
Conad, Coop Alleanza 3.0 ed Esselunga hanno stabilito un prezzo uguale, corrispondente a 1 centesimo, mentre altri esercizi, come ad esempio qualche Ecu in provincia, fanno pagare 2 centesimi cadauno.
Più difficile l’applicabilità della norma nei mercati rionali, dove si hanno abitudini differenti e controlli meno stringenti e serrati.
Questo poiché altrimenti non sarebbe possibile per il venditore garantire il prodotto da eventuali contaminazioni avvenute in un secondo tempo e la loro eventuale tracciabilità.
Ogni marchio commerciale può decidere se far pagare interamente o in parte al consumatore il prezzo del sacchetto biodegradabile, che è massimo di 3 centesimi.
Conad, Coop Alleanza 3.0 ed Esselunga hanno stabilito un prezzo uguale, corrispondente a 1 centesimo, mentre altri esercizi, come ad esempio qualche Ecu in provincia, fanno pagare 2 centesimi cadauno.
Più difficile l’applicabilità della norma nei mercati rionali, dove si hanno abitudini differenti e controlli meno stringenti e serrati.
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