reggio emilia
Ore di lezione a scuola su sesso e affettività
A chiederlo è un comitato di cui sono promotori Sinistra Italiana e Arcigay Raccolte e spedite al ministro Fedeli 400 cartoline firmate da altrettanti reggiani
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Si è chiusa con la raccolta di 400 cartoline firmate da altrettanti reggiani, la campagna di sensibilizzazione “Adesso basta” promossa da Sinistra Italiana e Arcigay, per chiedere che nei programmi scolastici vengano inserite obbligatoriamente ore di lezione di educazione affettiva e sessuale e sulle differenze di genere. Le cartoline oltre ad essere state spedite al ministro Valeria Fedeli, sono state consegnate all’assessore regionale Patrizio Bianchi, al sindaco di Reggio Luca Vecchi e all’assessore alla Scuola del Comune Raffaella Curioni. L’obiettivo della campagna di sensibilizzazione, spiega il Comitato promotore, che è composto da Donne e Diritti di Sinistra Italiana e Arcigay di Reggio, ha visto il coinvolgimento di centinaia di persone che hanno discusso di violenza sulle donne, sui minori, sui disabili sottolineando la necessità di sensibilizzare la scuola a educare maggiormente i ragazzi al rispetto dell’altro.
Le cartoline firmate dai cittadini sono state consegnate da una delegazione del comitato promotore il 14 dicembre scorso al sindaco e all’assessore Raffaella Curioni, mentre il 19 dicembre altrettanto ha fatto il consigliere regionale Yuri Torri con l’assessore Patrizio Bianchi. Dopo la consegna e il successivo invio delle cartoline al ministro, Sinistra Italiana e Arcigay di Reggio, anche a nome dei cittadini reggiani che hanno aderito alla campagna, ora chiedono un impegno concreto e «al ministro, agli «ssessori competenti, a tutti i sindaci e a tutti i dirigenti scolastici e ai docenti di promuovere nelle scuole ore obbligatorie di educazione affettiva, sessuale, e alla differenze di genere, affinché gli allievi possano essere preparati con competenza e disponendo di strumenti adeguati a una maggiore consapevolezza di se stessi e a un elevato senso di responsabilità e di rispetto nei confronti degli altri. Non è più concepibile sopportare abusi sopraffazioni e violenza da una parte e la mancanza di autodeterminazione dell’altra». Riflessioni e richieste che hanno dato il via alla raccolta di firme nella convinzione, scrivono ancora i promotori, che «sono tante, troppe le persone preoccupate dagli atteggiamenti irrispettosi di una certa parte di giovani e tra gli adulti, insegnanti e genitori, serpeggia ancora l’incertezza e la confusione nell’affrontare tematiche legate a temi come la violenza contro le donne, il bullismo, l’omofobia e l’intolleranza in tutte le sue forme. Nel 2017, concludono, «si è registrato un aumento di casi di bullismo e cyberbullismo, degli stupri e dei maltrattamenti fisici e psicologici e ogni tre giorni si registra un femminicidio: per battere i troppi stereotipi legati al sesso, l’educazione obbligatoria a scuola rappresenta un segnale fondamentale». (r.f.)
Le cartoline firmate dai cittadini sono state consegnate da una delegazione del comitato promotore il 14 dicembre scorso al sindaco e all’assessore Raffaella Curioni, mentre il 19 dicembre altrettanto ha fatto il consigliere regionale Yuri Torri con l’assessore Patrizio Bianchi. Dopo la consegna e il successivo invio delle cartoline al ministro, Sinistra Italiana e Arcigay di Reggio, anche a nome dei cittadini reggiani che hanno aderito alla campagna, ora chiedono un impegno concreto e «al ministro, agli «ssessori competenti, a tutti i sindaci e a tutti i dirigenti scolastici e ai docenti di promuovere nelle scuole ore obbligatorie di educazione affettiva, sessuale, e alla differenze di genere, affinché gli allievi possano essere preparati con competenza e disponendo di strumenti adeguati a una maggiore consapevolezza di se stessi e a un elevato senso di responsabilità e di rispetto nei confronti degli altri. Non è più concepibile sopportare abusi sopraffazioni e violenza da una parte e la mancanza di autodeterminazione dell’altra». Riflessioni e richieste che hanno dato il via alla raccolta di firme nella convinzione, scrivono ancora i promotori, che «sono tante, troppe le persone preoccupate dagli atteggiamenti irrispettosi di una certa parte di giovani e tra gli adulti, insegnanti e genitori, serpeggia ancora l’incertezza e la confusione nell’affrontare tematiche legate a temi come la violenza contro le donne, il bullismo, l’omofobia e l’intolleranza in tutte le sue forme. Nel 2017, concludono, «si è registrato un aumento di casi di bullismo e cyberbullismo, degli stupri e dei maltrattamenti fisici e psicologici e ogni tre giorni si registra un femminicidio: per battere i troppi stereotipi legati al sesso, l’educazione obbligatoria a scuola rappresenta un segnale fondamentale». (r.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
