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Ventunenne morto, la verità dall’autopsia

Ventunenne morto, la verità dall’autopsia

Fabbrico, i risultati dell’indagine su Orlando da incrociare con gli accertamenti di Arpae sull’acqua

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FABBRICO. Saranno i risultato dell’esame autoptico sul corpo di Pierfrancesco Orlando – conclusa ieri al Maggiore di Parma – incrociati con quelli degli accertamenti in corso da parte di Arpae, l’agenzia ambientale, di Reggio, a fornire la verità sulla morte del ventunenne, sopravvissuto all’incidente del 13 dicembre scorso in via Naviglio e morto nel pomeriggio del 31 all’ospedale Maggiore di Parma per un infezione polmonare.

Il sospetto dei parenti – originari di Foggia e che hanno immediatamente chiesto, attraverso l’avvocato di fiducia Giovanni Longo, un approfondimento di indagini – è che siano state le sostanza contenute nell’acqua del canale a causare l’infezione polmonare che ha portato alla morte il giovane.

Pierfrancesco, operaio alla Landini Tractor, era finito con l’auto nel canale per cause ancora in via di accertamento da parte della polizia municipale di Fabbrico. Ne era uscito, bagnato e infreddolito, ma con le sue gambe e senza particolari lesioni.

«Si tratta di una morte che deve essere chiarita nel più breve tempo possibile – afferma il sindaco Maurizio Terzi – e che lascia smarriti. Seguo costantemente, per quel che è possibile, vista la delicatezza dell’inchiesta, lo sviluppo degli accertamenti e continueremo a stare vicini alla famiglia». Messaggio di solidarietà che Terzi ha pubblicato ieri anche sulla sua pagina Facebook.

In attesa dei risultati delle indagini tecniche anche il sostituto procuratore Giulia Stignani che ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo ma ancora senza indagati. I primi elementi di riscontro potrebbero arrivare sul tavolo del magistrato la settimana prossimo, probabilmente intorno all’8 gennaio, quando Arpae dovrebbe avere terminato alcune delle analisi sull’acqua. Poi toccherà ai risultati dell’autopsia che di solito hanno però tempi più lunghi.

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