Camper, trappola mortale
di Cristina Orsini
Ricostruito l’incidente costato la vita a Davide Ciuffreda, 10 anni. Migliora la mamma
2 MINUTI DI LETTURA
ALBINEA. «Mamma, vado a sedermi sull’altro divanetto per vedere meglio il panorama». Davide si è alzato – non appena il camper si era fermato con il motore in panne – per raggiungere il posto con una buona visuale. Pochissimi istanti dopo il camion con rimorchio che marciava lungo la superstrada di Viterbo, direzione Roma, ha impattato, con effetti impressionanti, contro il lato esterno del mezzo, quello appena raggiunto dal bambino, mandandolo in frantumi.
Per Davide Ciuffreda , 10 anni – bambino solare e felice, una vita trascorsa con mamma e papà tra casa (una villetta nella zona residenziale di Albinea), la scuola a Canali e gli allenamenti nell’Atletica Scandiano – non c’è stato scampo. Nonostante i tentativi disperati dell’équipe sanitaria delle ambulanze, è morto poco dopo il trasporto all’ospedale Belcolle di Viterbo. Migliorano invece, anche se lentamente, le condizioni della mamma, Antonella Incerti, 48 anni, infermiera nel reparto di angiologia dell’ospedale di Reggio Emilia, costantemente assistita dal marito Michele Antonio Ciuffreda, 50 anni, originario di Foggia, uscito illeso dall’incidente, tecnico di radiologia al pronto soccorso del Santa Maria Nuova.
Antonella Incerti, ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale viterbese, è in attesa, se le condizioni si manterranno stabili, di essere trasferita all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.
Ormai le fasi veloci e drammatiche dell’incidente – avvenuto intorno alle 10.30 di mercoledì lungo la superstrada, tra le uscite Viterbo centro e Viterbo Nord – sembrano definitivamente chiarite dagli accertamenti della polizia stradale: il camper della famiglia Ciuffreda, in vacanza da qualche giorno, marciava in direzione Sud quando il motore si è fermato.
In quel tratto la superstrada è a sole due corsie per ciascun senso di marcia. La carreggiata è divisa da una “muro” di new jersey. A margine della carreggiata resta uno spazio di nemmeno un metro dedicato alle soste: una trappola mortale. Il camper, subito dopo il guasto, grazie alla forza d’inerzia è riuscito ad arrancare e superare una breve salita, per poi fermarsi occupando una buona fetta della corsia di marcia. Dietro, a breve distanza, il camion con rimorchio condotto da un uomo di 62 anni di Bagnoregio (Viterbo), anche lui ferito, ma non in maniera grave, che probabilmente non si è quasi accorto dell’ostacolo davanti a sé, tanto che la Stradale ha rilevato evidenti segni di frenata solo oltre il punto d’impatto. Al momento dello scontro Michele Antonio Ciuffreda era al volante del camper, ed è stata la sua salvezza; sua moglie e suo figlio, invece, chiacchieravano sereni nella zona retrostante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per Davide Ciuffreda , 10 anni – bambino solare e felice, una vita trascorsa con mamma e papà tra casa (una villetta nella zona residenziale di Albinea), la scuola a Canali e gli allenamenti nell’Atletica Scandiano – non c’è stato scampo. Nonostante i tentativi disperati dell’équipe sanitaria delle ambulanze, è morto poco dopo il trasporto all’ospedale Belcolle di Viterbo. Migliorano invece, anche se lentamente, le condizioni della mamma, Antonella Incerti, 48 anni, infermiera nel reparto di angiologia dell’ospedale di Reggio Emilia, costantemente assistita dal marito Michele Antonio Ciuffreda, 50 anni, originario di Foggia, uscito illeso dall’incidente, tecnico di radiologia al pronto soccorso del Santa Maria Nuova.
Antonella Incerti, ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale viterbese, è in attesa, se le condizioni si manterranno stabili, di essere trasferita all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.
Ormai le fasi veloci e drammatiche dell’incidente – avvenuto intorno alle 10.30 di mercoledì lungo la superstrada, tra le uscite Viterbo centro e Viterbo Nord – sembrano definitivamente chiarite dagli accertamenti della polizia stradale: il camper della famiglia Ciuffreda, in vacanza da qualche giorno, marciava in direzione Sud quando il motore si è fermato.
In quel tratto la superstrada è a sole due corsie per ciascun senso di marcia. La carreggiata è divisa da una “muro” di new jersey. A margine della carreggiata resta uno spazio di nemmeno un metro dedicato alle soste: una trappola mortale. Il camper, subito dopo il guasto, grazie alla forza d’inerzia è riuscito ad arrancare e superare una breve salita, per poi fermarsi occupando una buona fetta della corsia di marcia. Dietro, a breve distanza, il camion con rimorchio condotto da un uomo di 62 anni di Bagnoregio (Viterbo), anche lui ferito, ma non in maniera grave, che probabilmente non si è quasi accorto dell’ostacolo davanti a sé, tanto che la Stradale ha rilevato evidenti segni di frenata solo oltre il punto d’impatto. Al momento dello scontro Michele Antonio Ciuffreda era al volante del camper, ed è stata la sua salvezza; sua moglie e suo figlio, invece, chiacchieravano sereni nella zona retrostante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
