Daniele Menozzi si dimette dall’Unione dei Comuni
L’ex sindaco di Campegine rimane capogruppo di opposizione nel suo paese «In Val d’Enza Artioli e Fontanesi si sono accodati compatti e mansueti al Pd»
2 MINUTI DI LETTURA
CAMPEGINE. Il capogruppo della minoranza Insieme per Campegine, Daniele Menozzi, si è dimesso dalla carica di consigliere dell’Unione dei Comuni Val d’Enza. L’interessato, ex sindaco di Campegine, spiega che la decisione è motivata esclusivamente da ragioni personali e professionali.
«Nessuna polemica con il Pd. Il fatto è che in Unione ci sono temi importanti – afferma Menozzi – ed io, per molteplici impegni (consigliere di minoranza a Campegine e assessore di maggioranza a Sant’Ilario, ndr) non riesco a dedicarci l’attenzione che meriterebbero. È un ruolo che richiede tempo, che riserverò invece al ruolo di capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale a Campegine. Questo è quanto ho ribadito anche con il presidente dell’Unione, Paolo Colli, con il quale l’avvicendamento è stato pienamente concordato».
Le dimissioni sono già state presentate, ma dovranno essere ratificate nel prossimo consiglio comunale, dove Insieme per Campegine proporrà come successore in Unione Ivan Righi. Menozzi coglie l’occasione per lanciare una stoccata alla giunta guidata da Rinascita Campeginese: «Insieme per Campegine continua a riconoscersi pienamente nell’attività dell’Unione della Val d’Enza e della sua maggioranza, fulcro della collaborazione tra enti locali e servizi associati per i cittadini del territorio. Era nel nostro programma e resta nella nostra azione politica quotidiana. Dovrebbe essere l'amministrazione in carica, semmai, a giustificare una repentina “conversione” alle ragioni dell’Unione e della sinergia con le altre amministrazioni. Chi si è più volte scagliato contro gli altri Comuni e i servizi associati, facendone crociate da propaganda campanilistica, oggi si accoda compatto e mansueto alla maggioranza e al Pd, votando bilanci e provvedimenti esattamente come avremmo fatto noi. Siamo lieti di constatare che anche il sindaco Germano Artioli e Daniele Fontanesi, rappresentanti del Comune in Unione per la maggioranza, si siano resi conto che si governa insieme agli altri territori, e non contro. Nello scarto ormai desolante tra parole e fatti, la Rinascita Campeginese somiglia tantissimo a quello che dicevamo (e facciamo) noi. Non ne siamo affatto sorpresi». (am.p.)
«Nessuna polemica con il Pd. Il fatto è che in Unione ci sono temi importanti – afferma Menozzi – ed io, per molteplici impegni (consigliere di minoranza a Campegine e assessore di maggioranza a Sant’Ilario, ndr) non riesco a dedicarci l’attenzione che meriterebbero. È un ruolo che richiede tempo, che riserverò invece al ruolo di capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale a Campegine. Questo è quanto ho ribadito anche con il presidente dell’Unione, Paolo Colli, con il quale l’avvicendamento è stato pienamente concordato».
Le dimissioni sono già state presentate, ma dovranno essere ratificate nel prossimo consiglio comunale, dove Insieme per Campegine proporrà come successore in Unione Ivan Righi. Menozzi coglie l’occasione per lanciare una stoccata alla giunta guidata da Rinascita Campeginese: «Insieme per Campegine continua a riconoscersi pienamente nell’attività dell’Unione della Val d’Enza e della sua maggioranza, fulcro della collaborazione tra enti locali e servizi associati per i cittadini del territorio. Era nel nostro programma e resta nella nostra azione politica quotidiana. Dovrebbe essere l'amministrazione in carica, semmai, a giustificare una repentina “conversione” alle ragioni dell’Unione e della sinergia con le altre amministrazioni. Chi si è più volte scagliato contro gli altri Comuni e i servizi associati, facendone crociate da propaganda campanilistica, oggi si accoda compatto e mansueto alla maggioranza e al Pd, votando bilanci e provvedimenti esattamente come avremmo fatto noi. Siamo lieti di constatare che anche il sindaco Germano Artioli e Daniele Fontanesi, rappresentanti del Comune in Unione per la maggioranza, si siano resi conto che si governa insieme agli altri territori, e non contro. Nello scarto ormai desolante tra parole e fatti, la Rinascita Campeginese somiglia tantissimo a quello che dicevamo (e facciamo) noi. Non ne siamo affatto sorpresi». (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google