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Sicurezza stradale, «A Corticella ogni giorno si rischia la vita»

di Nicole Nasi
Sicurezza stradale, «A Corticella ogni giorno si rischia la vita»

Reggio Emilia: i residenti della frazione, a 12 chilometri da Reggio, chiedono una pista ciclabile e un percorso pedonale 

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REGGIO EMILIA. Reggio Emilia è tra le cinque città italiane più attrezzate per quanto concerne le piste ciclabili e la sicurezza stradale, con percorsi nuovi, il servizio Bicibus e tante attività di educazione civica che ogni anno coinvolgono tanti cittadini. Non sembrano pensarla così i residenti di Corticella, frazione del comune di Reggio posta a 12 km dal centro della città e situata al confine con il comune di Rubiera, che lamentano ormai da anni la poca sicurezza e la scarsità dei collegamenti stradali.

 

Le parole dei residenti

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Gli abitanti sono circa 900 e la maggior parte preferisce spostarsi in bicicletta o a piedi e – data la mancanza di esercizi commerciali ad eccezione di un ristorante, una pizzeria, un bar ed il circolo Arci – si è obbligati a raggiungere i centri vicini con difficoltà persino usando le auto. Il tratto di strada interessato è soprattutto quello che riguarda via Torrente e via della Chiusa, che costeggiano il torrente Trasinaro, lungo poco meno di 3 km verso Rubiera.

I disagi lamentati riguardano una scarsa illuminazione durante le ore notturne, una carente visibilità a causa dei rami degli alberi di giorno, la ridotta larghezza della carreggiata che permette il passaggio un solo veicolo per volta con il rischio sempre alto di urtare gli specchietti o finire, nel peggiore dei casi, fuoristrada.

Inoltre, si aggiungono un imbocco stretto presente all’uscita dal paese che dà su un incrocio dove spesso le automobili sfrecciano a gran velocità, essendo una strada che costeggia un torrente il terreno è rialzato e per alcuni tratti sconnesso, per mancanza di spazio spesso le vetture vengono parcheggiate a ridosso delle curve rendendo difficile ai guidatori capire la presenza di pedoni e di persone in bicicletta.

Tante le richieste da parte dei cittadini rivolte sia al Comune di Rubiera sia a quello di Reggio Emilia per la messa in sicurezza della strada, la presenza di più vigilanza soprattutto nelle ore di punta, essendo un tratto molto trafficato, la costruzione di una pista ciclabile e pedonale per permettere gli spostamenti e infine l’eliminazione dei due dossi che hanno già causato spiacevoli incidenti ai residenti.

«Abbiamo davvero chiamato qualsiasi addetto – lamenta Gabriella Ecagiula, abitante di Corticella – Ogni giorno ho paura a portare i bambini in giro. Sono stanca». Pensiero condiviso anche da Ivanna Braglia che dice: «A piedi non è possibile andare da nessuna parte». Roberto Maccaferri indignato spiega: «Faccio la strada in macchina fino a Rubiera per poi usufruire dei percorsi ciclopedonali di quella zona».

«Paghiamo e basta, è una vita che denunciamo questo disagio senza essere ascoltati realmente», spiega arrabbiato Ermes Colli. A farne le spese è anche il presidente del circolo Arci Giuseppe Caprio che dice: «Intacca la mia attività. I signori anziani che abitano qui non hanno più voglia di rischiare la vita per un caffè».
 

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