carpineti
A Valcavi, il partigiano Kira intitolata la sala del Consiglio
CARPINETI. Un omaggio a uno dei grandi protagonisti del ‘900 carpinetano, sindaco, partigiano, sindacalista. Da domani 7 gennaio la sala del consiglio comunale del municipio di Carpineti porterà il...
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CARPINETI. Un omaggio a uno dei grandi protagonisti del ‘900 carpinetano, sindaco, partigiano, sindacalista. Da domani 7 gennaio la sala del consiglio comunale del municipio di Carpineti porterà il nome di Bruno Valcavi, il partigiano “Kira” morto proprio un anno fa a oltre 91 anni di età.
L’appuntamento è alle 10 per scoprire la targa che intitola la sala a Valcavi, per anni “padrone di casa” in municipio e per decenni residente proprio a pochi metri di distanza: la sua casa, in cui ha vissuto oltre mezzo secolo con la moglie Franca, si affaccia come il Municipio su piazza Matilde di Canossa.
Alle 10 sono previsti gli interventi dell’attuale sindaco Tiziano Borghi, del ricercatore Ivo Rondanini, dell’ex sindaco carpinetano e parlamentare Alessandro Carri e di Nunzio Ferrari, presidente dell’Anpi locale. Al termine, la targa sarà svelata e la sala prenderà ufficialmente il nome di Valcavi. Bruno Valcavi ha vissuto pienamente gran parte del ‘900 nel paese appenninico dove era nato. Rimasto orfano a 14 anni, aveva iniziato a lavorare come garzone contadino per aiutare la mamma Alma e sette fra fratelli e sorelle.
Da sempre impegnato con la sinistra, con lo scoppio della guerra venne chiamato sotto le armi, dopo l’armistizio tornò subito nella montagna reggiana e si unì ai partigiani, combattendo col nome di battaglia “Kira” nel distaccamento Pigoni della 26esima Brigata Garibaldi, impegnato principalmente fra Toano e Villa Minozzo.
Dopo la Liberazione divenne segretario del Pci carpinetano, nel 1948, e dell’Anpi, incarico che mantenne sino al 2015. Dal 1959 lavorò nella Cgil sempre in Appennino, dal villaminozzese sino a Collagna e Ligonchio, e nel frattempo venne eletto consigliere comunale. Nel 1967 divenne sindaco di Carpineti per il Pci, e venne riconfermato nel 1970 e nel 1975. Alla fine degli anni ’70 venne sostituito a metà mandato per un contrasto interno al Pci locale sulle alleanze politiche da perseguire, e al suo posto arrivò Ivan Venturi.
Dagli anni ’80 gestì uno sportello assicurativo in piazza, sotto al proprio appartamento, e dedicò tante energie all’Anpi, l’associazione dei partigiani, di cui fu poi presidente onorario sino alla morte. (adr.ar.)
L’appuntamento è alle 10 per scoprire la targa che intitola la sala a Valcavi, per anni “padrone di casa” in municipio e per decenni residente proprio a pochi metri di distanza: la sua casa, in cui ha vissuto oltre mezzo secolo con la moglie Franca, si affaccia come il Municipio su piazza Matilde di Canossa.
Alle 10 sono previsti gli interventi dell’attuale sindaco Tiziano Borghi, del ricercatore Ivo Rondanini, dell’ex sindaco carpinetano e parlamentare Alessandro Carri e di Nunzio Ferrari, presidente dell’Anpi locale. Al termine, la targa sarà svelata e la sala prenderà ufficialmente il nome di Valcavi. Bruno Valcavi ha vissuto pienamente gran parte del ‘900 nel paese appenninico dove era nato. Rimasto orfano a 14 anni, aveva iniziato a lavorare come garzone contadino per aiutare la mamma Alma e sette fra fratelli e sorelle.
Da sempre impegnato con la sinistra, con lo scoppio della guerra venne chiamato sotto le armi, dopo l’armistizio tornò subito nella montagna reggiana e si unì ai partigiani, combattendo col nome di battaglia “Kira” nel distaccamento Pigoni della 26esima Brigata Garibaldi, impegnato principalmente fra Toano e Villa Minozzo.
Dopo la Liberazione divenne segretario del Pci carpinetano, nel 1948, e dell’Anpi, incarico che mantenne sino al 2015. Dal 1959 lavorò nella Cgil sempre in Appennino, dal villaminozzese sino a Collagna e Ligonchio, e nel frattempo venne eletto consigliere comunale. Nel 1967 divenne sindaco di Carpineti per il Pci, e venne riconfermato nel 1970 e nel 1975. Alla fine degli anni ’70 venne sostituito a metà mandato per un contrasto interno al Pci locale sulle alleanze politiche da perseguire, e al suo posto arrivò Ivan Venturi.
Dagli anni ’80 gestì uno sportello assicurativo in piazza, sotto al proprio appartamento, e dedicò tante energie all’Anpi, l’associazione dei partigiani, di cui fu poi presidente onorario sino alla morte. (adr.ar.)
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