Il Gruppo di discontinuità attacca «Alluvione, Bonini si dimetta»
Brescello: continua il dibattito sulle responsabilità di quanto è accaduto a Lentigione il 12 dicembre Monica e Galli: «La protezione civile doveva dare l’allarme ai cittadini prima e dopo l’esondazione»
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BRESCELLO . Continua il dibattito a Brescello sulle responsabilità sull’esondazione dell’Enza a Lentigione. Sul tema interviene nuovamente il Gruppo di discontinuità, fondato da Paolo Monica e Lorella Galli, che torna sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente del comitato di coordinamento regionale della protezione civile, Volmer Bonini. «Com’era prevedibile – afferma il gruppo – è iniziato il balletto delle responsabilità. L’obiettivo è tutelare se stessi e accusare gli altri anche dopo aver preso atto che tutti i lentigionesi hanno compreso che l’alluvione non è avvenuta per cause naturali. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, dobbiamo iniziare con il chiedere le dimissioni di Bonini che, pur essendo un volontario, aveva, evidentemente, le competenze per allertare i lentigionesi sulla situazione, prima che l’acqua ci invadesse». E aggiungono: «Ma chi doveva dire a Bonini, prima e dopo la rottura dell’argine (visto che allertare è competenza della Protezione civile) di avvisare i cittadini, quindi quelli del centro di Lentigione e quelli che abitano in strade in cui l’acqua è arrivata tre ore dopo, rispetto al centro, con tutto il tempo per questi ultimi di salvare, anche se in parte, le loro cose? Bonini ci ha pure presi in giro, prima andandosene all’estero quando noi spalavamo il fango nel suo paese e ora individuando come causa dell’accaduto la pista ciclabile sull’argine dell’Enza, realizzata dieci anni fa. Perché la Protezione civile di Brescello non ha segnalato allora le criticità dell’opera? Così come, se è corretto attribuire ciò che è successo al cedimento della pista ciclabile, pretendiamo di sapere la verità sulle responsabilità di chi ha realizzato il progetto e sulle relative autorizzazioni concesse. Non dobbiamo poi sminuire o dimenticare le responsabilità dell’Aipo – conclude il Gruppo di discontinuità – che non ha mantenuto adeguatamente pulito il torrente, basta guardare gli alberi di alto fusto cresciuti nel suo alveo e le casse di espansione pulite la vigilia di Natale. Ci auguriamo che l’individuazione delle responsabilità avvenga prima possibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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