Gazzetta di Reggio

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L’ultima alluvione ai raggi X in Provincia

Novellara: la consigliera Fantinati presenta un’interpellanza per avere chiarimenti dettagliati

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NOVELLARA. Sui fatti legati all’esondazione del fiume Enza il 12 dicembre scorso, compresi la piena del Secchia «nonché diverse frane, smottamenti, black-out in varie località dell’Appennino Reggiano», vuole vederci chiaro Cristina Fantinati (consigliere provinciale, e di Alternativa per l’Unione Bassa Reggiana e della Lista Insieme Novellara) che firma una dettagliata interpellanza rivolta al presidente della Provincia Giammaria Manghi. Nel documento la Fantinati chiede lumi sugli eventuali interventi, risorse e tempistiche che si voglia mettere in atto per affrontare i numerosi e gravi danni.

Piena del Secchia. La Fantinatai chiede di riferire in merito ai danni alla pista Gatta-Pianello, al disagio vissuto a Rubiera relativo al sottopasso sulla provinciale 51 invaso dalle acque, alle frane sulla Sp 91, interrotta in località Vaglie, sulla Sp 15 nel Ramisetano, quelle in località Miscoso di Ramiseto, gli smottamenti nei pressi di Succiso, con disagi sulla Sp 15.

Black out in montagna. La consigliera chiede inoltre di riferire inoltre «sui continui e inaccettabili problemi di erogazione dell’energia elettrica sull’Appennino reggiano».

L’alluvione dell’Enza. «Quali sono le procedure precise previste dall’allerta rossa, chi e cosa deve fare in caso di passaggio di una piena eccezionale, quali sono le competenze e le responsabilità della Protezione Civile, di Aipo, STB, Consorzio di Bonifica, dei sindaci o commissari dei comuni interessati, della Provincia e della Prefettura?», chiede la Fantinati.

«Come mai Rubiera ha attivato il Coc già lunedì 11 al pomeriggio mentre a Brescello il Coc è stato istituito soltanto martedì 12, ad alluvione già avvenuta?», prosegue.

«Corrisponde al vero che le persone sono state lasciate sole?», e «quali sono le autorità delegate al controllo e alla cura del corso d'acqua, chi è addetto al monitoraggio?», sono solo alcune delle domande che la Fantinati rivolge al presidente Manghi e che da giorni ormai si pongono i residenti di Lentigione. «È vero che la Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo per il reato di inondazione?», continua.

E «che sul sito della Prefettura di Reggio Emilia non sia stato pubblicato nulla su tale evento?». Ma gli interrogativi non si fermano e chiamano in causa anche Aipo e Arpae (di cui si allegano le allerte 137 e 138, relative all’11 e al 12 dicembre scorsi).

La Provincia «concorda con Aipo che ha dichiarato che le strutture idrauliche dell’Enza sono sicure?». Sulle casse di espansione, realizzate tra Montecchio e Sant’Ilario, Fantinati chiede a Manghi se «si intende prendere i provvedimenti necessari affinché possano funzionare ed evitare alluvioni in futuro». e di «riferire sui lavori e gli interventi di manutenzione e rafforzamento degli argini subito dopo l’alluvione».

«Alla luce di ciò che è successo, si ritiene che se si fosse realizzata la diga di Vetto questo dramma non sarebbe accaduto? – chiede poi la consigliera – e cosa si intende fare in merito?». Un’altra domanda verte sul «come mai sono stati spesi soltanto 20 milioni di euro dei 100 stanziati dalla nostra Regione ai tempi del governatore Vasco Errani, e se questo stanziamento riguardi la nostra provincia». Non mancano richieste di chiarimenti sulla manutenzione degli argini nei mesi estivi e sul piano di Protezione Civile di Brescello/Unione Bassa Reggiana.

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