La mamma di Davide sta migliorando
di Ambra Prati
La nonna Ilde: «Le nascondo i giornali per evitarle ulteriore strazio». Sotto choc il padre: ha assistito alla morte del bimbo
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ALBINEA . «Sto nascondendo i giornali a mia figlia, per evitarle ulteriore strazio. In questo momento non può avere queste emozioni». Ilde Rosati – scrittrice e nonna del piccolo Davide Ciuffreda, il bambino di 10 anni che ha perso la vita nel terribile incidente del 3 gennaio sulla superstrada di Viterbo – ieri era in lacrime al capezzale della figlia, Antonella Incerti, 49 anni.
La mamma della piccola vittima è ancora ricoverata in rianimazione, in prognosi riservata, all’ospedale Belcolle di Viterbo, ma a breve potrebbe essere trasferita in reparto; le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. «Antonella sta leggermente migliorando, anche se in un primo tempo sembrava che potesse essere trasferita al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre ora i medici dicono che ci vorranno giorni – prosegue la nonna, alquanto scossa –. È in miglioramento, ma la convalescenza sarà lunga. Ce la faremo», fa appena in tempo a dire, prima di scoppiare in un pianto dirotto.
Mercoledì alle 10.30 la famiglia, residente ad Albinea in una villetta nella zona residenziale, viaggiava in camper sulla superstrada di Viterbo, in direzione Sud. Il camper è rimasto in panne tra le uscite Viterbo centro e Viterbo Nord, a causa di un problema al motore.
In quel tratto la superstrada è a sole due corsie per ciascun senso di marcia e non c’è una vera e propropria corsia d’emergenza; a margine della carreggiata c’è uno spazio di nemmeno un metro. Perciò, secondo la ricostruzione della Polstrada, il camper ha accostato a destra, per quanto possibile. Proprio in quel momento è sopraggiunto un camion con rimorchio guidato da un uomo di 62 anni di Bagnoregio (Viterbo). Le tracce di frenata sono presenti solo oltre il punto d’impatti, quindi il camionista quasi non si è accorto dell’ostacolo. Di fatto, l’impatto è stato violentissimo. Il camper è rimasto semidistrutto sulla fiancata sinistra, “aperto” come una scatola, proprio nella parte in cui si trovava Davide. Per diversi minuti i sanitari hanno tentato di rianimare il bambino, ma invano: il cuore del piccolo si è fermato poco dopo.
Il papà Antonio Michele Ciuffreda, invece, si trovava alla guida e solo grazie a questo è uscito praticamente illeso dal terribile schianto. Tecnico radiologo all’arcispedale reggiano – dove la moglie lavora come infermiera – originario di Foggia, il padre di Davide ha assistito al decesso del figlio: ha subìto un profondo shock e in ospedale, dove è stato anch’egli medicato, viene assistito da uno psicologo per aiutarlo a superare questo terribile momento.
Dal punto di vista delle indagini, la Procura di Viterbo, nella persona del pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico del camionista, come da prassi in questi casi. Niente autopsia: dopo l’esame esterno del medico legale, la magistratura ha concesso il nulla osta per il funerale, che deve ancora essere fissato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La mamma della piccola vittima è ancora ricoverata in rianimazione, in prognosi riservata, all’ospedale Belcolle di Viterbo, ma a breve potrebbe essere trasferita in reparto; le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. «Antonella sta leggermente migliorando, anche se in un primo tempo sembrava che potesse essere trasferita al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre ora i medici dicono che ci vorranno giorni – prosegue la nonna, alquanto scossa –. È in miglioramento, ma la convalescenza sarà lunga. Ce la faremo», fa appena in tempo a dire, prima di scoppiare in un pianto dirotto.
Mercoledì alle 10.30 la famiglia, residente ad Albinea in una villetta nella zona residenziale, viaggiava in camper sulla superstrada di Viterbo, in direzione Sud. Il camper è rimasto in panne tra le uscite Viterbo centro e Viterbo Nord, a causa di un problema al motore.
In quel tratto la superstrada è a sole due corsie per ciascun senso di marcia e non c’è una vera e propropria corsia d’emergenza; a margine della carreggiata c’è uno spazio di nemmeno un metro. Perciò, secondo la ricostruzione della Polstrada, il camper ha accostato a destra, per quanto possibile. Proprio in quel momento è sopraggiunto un camion con rimorchio guidato da un uomo di 62 anni di Bagnoregio (Viterbo). Le tracce di frenata sono presenti solo oltre il punto d’impatti, quindi il camionista quasi non si è accorto dell’ostacolo. Di fatto, l’impatto è stato violentissimo. Il camper è rimasto semidistrutto sulla fiancata sinistra, “aperto” come una scatola, proprio nella parte in cui si trovava Davide. Per diversi minuti i sanitari hanno tentato di rianimare il bambino, ma invano: il cuore del piccolo si è fermato poco dopo.
Il papà Antonio Michele Ciuffreda, invece, si trovava alla guida e solo grazie a questo è uscito praticamente illeso dal terribile schianto. Tecnico radiologo all’arcispedale reggiano – dove la moglie lavora come infermiera – originario di Foggia, il padre di Davide ha assistito al decesso del figlio: ha subìto un profondo shock e in ospedale, dove è stato anch’egli medicato, viene assistito da uno psicologo per aiutarlo a superare questo terribile momento.
Dal punto di vista delle indagini, la Procura di Viterbo, nella persona del pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico del camionista, come da prassi in questi casi. Niente autopsia: dopo l’esame esterno del medico legale, la magistratura ha concesso il nulla osta per il funerale, che deve ancora essere fissato.
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