Morto il partigiano Enea guidò la latteria di Cella
di Nicole Nasi
Masoni aveva 89 anni, nel 2016 gli fu conferita la “medaglia della liberazione” Attivo dal punto di vista sociale, era un punto di riferimento della frazione
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REGGIO EMILIA. «Finché avete i nonni chiedete a loro cosa siano stati il 25 aprile e la Resistenza partigiana. Nessun libro di storia potrà in alcun modo sostituirli». Sono passati quasi 75 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e purtroppo sono poche le testimonianze di chi può ancora raccontare cosa accadde in quei terribili anni. Una di queste testimonianze è stata la vita di Enea Masoni, nato a Reggio Emilia alla fine del 1928 e morto giovedì a 89 anni, che a soli 14 anni entrò volontariamente a far parte della Resistenza partigiana nella zona di Albinea come staffettista, ruolo fondamentale per aiutare le milizie e per la trasmissione di messaggi segreti. Enea, però, aveva sempre ambito al combattimento – proprio come il fratello maggiore Francesco – ma per motivi morali e deontologici era proibito mandare in battaglia due membri della stessa famiglia. «Mio padre ha sempre avuto un animo forte, vigoroso e combattivo – spiega la figlia Milena – Non ha mai avuto paura delle conseguenze e ha sempre portato a termine i compiti che gli venivano affidati per la sua caparbietà».
Rimasto attivo dal punto di vista sociale, dopo la guerra ha aiutato i suoi concittadini, ricoprendo anche la carica di presidente della latteria sociale di Cella. «Amava far sentire la sua voce per protestare e lo avrebbe fatto anche il 7 luglio del 1960 – racconta Milena Masoni – se non fosse stato per sua mamma che lo ha dissuaso».
Per il suo operato tra i partigiani albinetani, l’allora sindaco Antonella Incerti, per l’anniversario del 60esimo della Resistenza e della Liberazione nel 2005, gli ha conferito il diploma di “Combattente della libertà”. Inoltre, in occasione della ricorrenza del 71esimo anniversario della Liberazione, nel 2016 Enea Masoni aveva ricevuto dal ministro della Difesa Roberta Pinotti la “Medaglia della Liberazione”, il cui attestato fu ritirato dal nipotino di 8 anni. Addolorati annunciano la scomparsa del “giovane partigiano” la moglie Oriemme, i figli Dives e Milena, i nipoti e i parenti. I funerali avranno luogo domani alle ore 11.15 partendo dalla camera ardente dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per la palestra di Villa Cella, dove si formerà il corteo a piedi per il cimitero.
Rimasto attivo dal punto di vista sociale, dopo la guerra ha aiutato i suoi concittadini, ricoprendo anche la carica di presidente della latteria sociale di Cella. «Amava far sentire la sua voce per protestare e lo avrebbe fatto anche il 7 luglio del 1960 – racconta Milena Masoni – se non fosse stato per sua mamma che lo ha dissuaso».
Per il suo operato tra i partigiani albinetani, l’allora sindaco Antonella Incerti, per l’anniversario del 60esimo della Resistenza e della Liberazione nel 2005, gli ha conferito il diploma di “Combattente della libertà”. Inoltre, in occasione della ricorrenza del 71esimo anniversario della Liberazione, nel 2016 Enea Masoni aveva ricevuto dal ministro della Difesa Roberta Pinotti la “Medaglia della Liberazione”, il cui attestato fu ritirato dal nipotino di 8 anni. Addolorati annunciano la scomparsa del “giovane partigiano” la moglie Oriemme, i figli Dives e Milena, i nipoti e i parenti. I funerali avranno luogo domani alle ore 11.15 partendo dalla camera ardente dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per la palestra di Villa Cella, dove si formerà il corteo a piedi per il cimitero.
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