San Pellegrino, il ponte immerso nelle tenebre
Alla sera a illuminare il tratto stradale sono solo 3 faretti sui 40 presenti Inutili le proteste dei cittadini che ogni giorno affrontano il pericolo
REGGIO EMILIA. Blackout, rumore, tre fasci di luce e tante sagome scure che si muovono. Potrebbe sembrare l’inizio di un film del terrore o il clima che si respira a teatro prima che lo spettacolo cominci. Purtroppo tutto ciò non è finzione ma un disagio quotidiano con cui i cittadini reggiani fanno i conti ormai da tempo senza avere avuto nè risposte nè soluzioni.
Il ponte di san Pellegrino è tra i percorsi pedonali e ciclabili più frequentati dai reggiani che lamentano la scarsa illuminazione notturna da anni.
Il passaggio collega infatti la zona che comprende la parte del complesso ospedaliero del Santa Maria Nuova dedicata alla cura delle malattie infettive e viale Umberto I con Via Martiri della Bettola, nei pressi di Porta Castello a sud della città e che permette l’attraversamento del torrente Crostolo.
La strada dove è collocato è molto trafficata, essendo un punto strategico per raggiungere il centro e la montagna, inoltre è vicino a uno dei tanti passaggi per accedere al percorso ciclopedonale naturalistico che si estende per mille metri fra via De Sanctis e la zona di Baragalla.
Appena cala il sole il ponte rimane completamente al buio, illuminato solo dai fanali delle auto che spesso vanno a forte velocità.
Su ogni lato il Comune di Reggio Emilia ha fatto quindi predisporre nell’estate del 2006, assieme ad altre opere di manutenzione stradale, venti faretti incastonati tra il ciottolato della pavimentazione del marciapiede per migliorare la visibilità e la sicurezza.
Faretti che però non hanno mai risolto il problema, dal momento che su 40 installazioni totali solo tre sono i fasci di luce che funzionano più o meno regolarmente, posti sul lato destro venendo dal centro.
Tante le lamentele dei residenti e di chi ogni giorno percorre questo tratto.
Non sono sufficienti i lampioni posti a qualche metro dalle estremità del ponte che proiettano luce forte sugli incroci e sulla recente rotonda.
I ciclisti devono prestare molta attenzione a non urtare i pedoni che in lontananza appaiono come delle macchie di colore nero. Impossibile notare i bambini già svantaggiati dalla loro piccola statura e più pericolosi rispetto agli adulti per i movimenti bruschi che compiono. Il ponte di San Pellegrino sembra quindi essere l’ennesimo luogo della città di Reggio Emilia, assieme ad esempio a piazza Martiri del VII luglio, dove il problema all’illuminazione è una emergenza da affrontare prima possibile.
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