L’anniversario
Boretto ricorda l’eroismo del partigiano “Nero”
BORETTO . Sono trascorsi 73 anni dal sacrificio del giovane Felice Montanari, conosciuto da tutti come il partigiano “Nero”, che il 5 gennaio 1945 diede prova di grande fierezza e coraggio,...
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BORETTO . Sono trascorsi 73 anni dal sacrificio del giovane Felice Montanari, conosciuto da tutti come il partigiano “Nero”, che il 5 gennaio 1945 diede prova di grande fierezza e coraggio, sacrificando la sua vita a soli 18 anni.
Come ogni anno, Boretto lo ha ricordato con la consueta cerimonia, che si è sviluppata in più momenti.
In mattinata una delegazione è partita alla volta di Canneto sull'Oglio (Mantova), comune di cui Montanari era originario, per la deposizione di un mazzo di fiori sulla sua tomba, mentre nel pomeriggio i presenti si sono spostati al Casello 23, dove avvenne il sacrificio del giovane “Nero”. Qui, dopo il “silenzio” suonato dalla tromba, il vicesindaco di Boretto Matteo Benassi e alcuni familiari e amici del “Nero” hanno ricordato la figura di Montanari, celebrata nelle scorse settimane anche dalle scuole con lo spettacolo teatrale “L’ultimo Natale-Lo chiamavano Nero”, interpretato dai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di Boretto, frutto del laboratorio teatrale a cura di Mariangela Dosi con la collaborazione dei docenti.
Al termine della cerimonia al Casello 23, i partecipanti si sono trasferiti presso il Monumento dei Caduti in via Roma per la deposizione di un altro mazzo di fiori.
In quel lontano 5 gennaio 1945, al Casello 23, vicino alla Fiuma, il giovane Felice Montanari, per evitare di cadere nelle mani del nemico, resistette per alcune ore, con un maresciallo tedesco suo prigioniero, a un assedio armato delle Ss e dei fascisti, i quali si facevano scudo di cittadini borettesi rastrellati sul posto. Vistosi perduto, per salvare gli ostaggi ed evitare di cadere vivo nelle mani del nemico, si uccise, senza assassinare il suo prigioniero per evitare rappresaglie.
Come ogni anno, Boretto lo ha ricordato con la consueta cerimonia, che si è sviluppata in più momenti.
In mattinata una delegazione è partita alla volta di Canneto sull'Oglio (Mantova), comune di cui Montanari era originario, per la deposizione di un mazzo di fiori sulla sua tomba, mentre nel pomeriggio i presenti si sono spostati al Casello 23, dove avvenne il sacrificio del giovane “Nero”. Qui, dopo il “silenzio” suonato dalla tromba, il vicesindaco di Boretto Matteo Benassi e alcuni familiari e amici del “Nero” hanno ricordato la figura di Montanari, celebrata nelle scorse settimane anche dalle scuole con lo spettacolo teatrale “L’ultimo Natale-Lo chiamavano Nero”, interpretato dai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di Boretto, frutto del laboratorio teatrale a cura di Mariangela Dosi con la collaborazione dei docenti.
Al termine della cerimonia al Casello 23, i partecipanti si sono trasferiti presso il Monumento dei Caduti in via Roma per la deposizione di un altro mazzo di fiori.
In quel lontano 5 gennaio 1945, al Casello 23, vicino alla Fiuma, il giovane Felice Montanari, per evitare di cadere nelle mani del nemico, resistette per alcune ore, con un maresciallo tedesco suo prigioniero, a un assedio armato delle Ss e dei fascisti, i quali si facevano scudo di cittadini borettesi rastrellati sul posto. Vistosi perduto, per salvare gli ostaggi ed evitare di cadere vivo nelle mani del nemico, si uccise, senza assassinare il suo prigioniero per evitare rappresaglie.
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