«Diga di Vetto, partano i lavori»
Lino Franzini, sindaco di Palanzano (Parma): «Adesso non si può più aspettare»
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VETTO. «È appena terminato un anno dove siccità e alluvione hanno creato danni per centinaia di milioni di euro a Reggio Emilia e Parma, solo perché qualcuno si oppose al proseguimento dei lavori della Diga di Vetto, un'opera che avrebbe eliminato totalmente entrambe queste calamità». È così che Lino Franzini, sindaco di Palanzano (Parma), vettese d’origine e presidente del Bim Enza, torna a parlare della discussa diga di Vetto, uno dei tanti progetti rimasti incompiuti nel nostro territorio, da sempre al centro di roventi polemiche fra favorevoli e contrari.
Nel novero dei favorevoli, si colloca da sempre proprio Franzini, che tra l’altro è stato tra i fautori del Comitato a favore della diga di Vetto. E che periodicamente torna sul suo cavallo di battaglia, lanciando nuovi appelli per la realizzazione dell’opera. «Nel 2018 occorre cambiare: se non si fa qualcosa ci ritroveremo a prendere atto degli stessi danni e forse anche maggiori. Salviamo l'agricoltura dalla siccità e la pianura dalle alluvioni, non possiamo più essere complici di questi drammi e tacere; fermiamo lo spreco delle acque dell'Enza». Di qui l’appello: «Facciamo ripartire i lavori della Diga di Vetto sospesi nell'agosto del 1989. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tra i principali problemi posti agli italiani nel suo discorso di fine anno, ha posto i cambiamenti climatici, la siccità, la limitata disponibilità di acqua. Non ha citato la Valle dell’Enza né la Diga di Vetto, ma è come se lo avesse fatto, la situazione della Valle dell’Enza è drammatica, come in nessuna altra valle dell’Emilia o della Toscana con cui si condividono i versanti dell’Appennino».
Nel novero dei favorevoli, si colloca da sempre proprio Franzini, che tra l’altro è stato tra i fautori del Comitato a favore della diga di Vetto. E che periodicamente torna sul suo cavallo di battaglia, lanciando nuovi appelli per la realizzazione dell’opera. «Nel 2018 occorre cambiare: se non si fa qualcosa ci ritroveremo a prendere atto degli stessi danni e forse anche maggiori. Salviamo l'agricoltura dalla siccità e la pianura dalle alluvioni, non possiamo più essere complici di questi drammi e tacere; fermiamo lo spreco delle acque dell'Enza». Di qui l’appello: «Facciamo ripartire i lavori della Diga di Vetto sospesi nell'agosto del 1989. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tra i principali problemi posti agli italiani nel suo discorso di fine anno, ha posto i cambiamenti climatici, la siccità, la limitata disponibilità di acqua. Non ha citato la Valle dell’Enza né la Diga di Vetto, ma è come se lo avesse fatto, la situazione della Valle dell’Enza è drammatica, come in nessuna altra valle dell’Emilia o della Toscana con cui si condividono i versanti dell’Appennino».
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