Tricolore, Gentiloni a Reggio Emilia fra bandiere e Costituzione «Investire sulla nostra identità»
Il presidente del Consiglio ha presenziato la Giornata nazionale della Bandiera e il 221°Anniversario del Primo Tricolore. Ecco il racconto della giornata, fra Alzabandiera e cerimonie ufficiali
REGGIO EMILIA. Alla presenza del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, Reggio Emilia celebra i 221 anni del primo Tricolore. La bandiera bianco rosso e verde nacque nella città emiliana il 7 gennaio 1797, come bandiera della Repubblica Cispadana. Primo momento della giornata, l'Alzabandiera, gli onori militari e l'inno nazionale in piazza Prampolini.
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Il messaggio di Delrio «Oggi diciamo che la Bandiera e la patria appartengono a tutti»: è il messaggio del ministro alle Infrastrutture e ai trasporti, Graziano Delrio, prima dell'inizio delle celebrazioni. «Gli eredi che si ispirano al fascismo - ha sottolineato Delrio - continuano a dire che sono loro i veri patrioti. Invece, i veri patrioti sono tutti i cittadini italiani che sanno che la Bandiera e la patria sono due cose troppo importanti per lasciarle a qualche gruppuscolo violento ed estremista».
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Secondo il ministro, dunque, questa «è una giornata molto importante. Oggi festeggiamo la nostra Bandiera, il nostro Tricolore, l’unità d’Italia. Il segno di un Paese - ha continuato Delrio - che si sta riprendendo e che sta cercando di rimanere unito, di non seguire la protesta e l’odio, ma il lavoro quotidiano, e di essere impegnato sui valori della Costituzione. Non per niente Reggio Emilia - ha concluso il ministro - è la città dove è nato il Tricolore ed è la custodia dei valori della Costituzione».
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L'alzabandiera in piazza. Centinaia le persone presenti, nonostante il freddo e la mattinata nebbiosa, alla cerimonia dell'Alzabandiera. Arrivato in piazza, salutato da un lungo applauso della folla, il premier ha passato in rassegna gli schieramenti delle forze dell'ordine.
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Sul palco lo hanno atteso il ministro dei trasporti ed ex sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, oltre al sindaco Luca Vecchi e al presidente della Provincia Giammaria Manghi.
Gli studenti in Sala Tricolore. Terminata la cerimonia si è svolto l'incontro con gli studenti nella Sala del Tricolore in municipio, con una lectio magistralis sui valori e i principi della Costituzione italiana, di cui ricorre il settantesimo anno.
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«Oltre al testo della Costituzione rendiamo omaggio ai costituenti: a una generazione politica che, uscendo dalla Resistenza e dalla Guerra, discutendo apertamente e liberamente, arrivò a sintesi unitarie che mantengono una straordinaria utilità e attualità, e lo fecero per servire Paese. È una lezione per tutti noi» le parole del premier entrando in Sala Tricolore.
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La cerimonia all'Ariosto. La mattina si chiude infine con gli interventi del premier e delle altre istituzioni al Teatro Ariosto.
«A nessuno può essere consentito di usare il tricolore come vessillo di odio. Deve essere il vessillo del nostro Paese impegnato per il dialogo e la pace. È il vessillo dei nostri valori sanciti dalla Costituzione e quanto mai attuali». Sono parole del premier Paolo Gentiloni, a Reggio Emilia per il 221/o anniversario della bandiera nata nella città emiliana. I valori richiamati dal presidente del Consiglio «sono quelli che» le cicatrici della crisi ci mettono davanti ogni giorno: lavoro, inclusione sociale, lotta alla povertà, riduzione delle diseguaglianze».
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«L'appeal dell'Italia che altri nel mondo ci riconoscono e ci invidiano deve essere il nostro elemento d'orgoglio. Non possiamo essere italiani riluttanti, non è modo aperto per affrontare le sfide dal mondo». Gentiloni ha ricordato i dati «impressionanti» sulla fruizione culturale, «segno della grandissima capacità di attrazione del nostro Paese», così come i numeri dell'export: «Avremo altri dati record».
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«C'è un Paese», l'Italia che «dà un buon esempio all'Europa intera», sul «tema più lacerante» cioè quello dei migranti. Da una parte siamo campioni di accoglienza: l'unico Paese che accoglie i migranti attraverso il mare», ha spiegato il premier. Contemporaneamente «abbiamo dimostrato che è possibile infliggere un colpo durissimo ai trafficanti degli esseri umani».
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«È il momento di lavorare con convinzione» perché «la congiuntura economica finalmente favorevole possa tradursi in conseguenze positive dal punto di vista sociale e non solo in constatazione di numeri incoraggianti». È l'auspicio del presidente del Consiglio. «Abbiamo imboccato una direzione positiva», ha detto ancora e «cambiare marcia significherebbe assumersi una responsabilità gravissima».
«Non è la stagione delle cicale quella che abbiamo davanti, non può esserci una chiusura impaurita nel piccolo mondo antico delle paure quotidiane: è il tempo di non disperdere i risultati ottenuti». Questo, per il premier, deve essere l'obiettivo «di tutta la politica in vista prossime elezioni».
Il messaggio del Capo dello Stato. «La ricorrenza dei 221 anni della proclamazione a Reggio Emilia del Primo tricolore d'italia offre nuovamente l'occasione per ricordare il lungo e sofferto percorso che ha portato all'unificazione e alla condivisione di un'identità nazionale e di un comune destino - ha detto invece il presidente della Repubblica in un suo messaggio - il Tricolore verde, bianco e rosso ha animato i moti rivoluzionari del 1821, ha entusiasmato gli ideali di libertà della repubblica romana nel 1849, ha guidato l'armata sarda prima e italiana poi durante le campagne del risorgimento e nei tragici conflitti mondiali del secolo scorso, fino ad essere definitivamente consacrato nella nostra Costituzione repubblicana.
Simbolo che unisce tutti gli italiani, il tricolore rappresenta l'emblema dei valori di libertà, di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell'uomo e di solidarietà che caratterizzano la repubblica. Di questo patrimonio di storia, di cultura e di civiltà che il tricolore evoca e mostra al mondo intero, siano sempre fieri e consapevoli tutti gli italiani, e ad esso si volgano con rispetto, onore e lealtà tutti coloro che condividono il sentimento di riconoscersi concittadini. viva il Tricolore, viva la Repubblica».
L'omaggio di Romano Prodi. Il tricolore, di cui a Reggio Emilia si festeggia il 221/o anniversario, è «una delle poche tradizioni che è stata mantenuta, in un Paese che le ha perse quasi tutte». Lo ha detto l'ex premier Romano Prodi, entrando al teatro Ariosto di Reggio Emilia per assistere al discorso del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ogni 7 gennaio, ha detto Prodi, reggiano d'origine e che, come ha ricordato, «da bambino facevo i temi a scuola sul tricolore», le massime cariche dello Stato «vengono qui e rievocano una storia comune. Ce n'è bisogno, in momenti di tensione e difficoltà noi dovremmo capire come ci siamo salvati e siamo usciti da momenti ancor più difficili di quelli di oggi». Di che valori c'è bisogno? Il primo è «l'unità, poi la solidarietà, capire che si hanno obiettivi comuni. Questo significa la bandiera», ha risposto Prodi ai giornalisti.
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