Gazzetta di Reggio

Reggio

La proposta per il sovrappasso: «Ecomostro di Cella? Ve lo abbatto gratis»

di Carlotta Curti
La proposta per il sovrappasso: «Ecomostro di Cella? Ve lo abbatto gratis»

Realizzato nel 2000 per i ciclisti e i pedoni, è inutilizzato da ormai 18 anni. Appello dell’imprenditore Fontanili: «Se il Comune dà l’ok noi siamo pronti» 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Quel ponte lo abbattiamo noi, gratis». È ciò che dichiara Giorgio Fontanili a proposito del sovrappasso di Cella, l’ecomostro che “infesta” ormai dal 2000 la via Emilia verso Parma. L’inutilità e la bruttezza del sovrappasso hanno spinto l’imprenditore a lanciare un appello: «Non appena il Comune è pronto, anche noi siamo pronti».

L’agenda delle cose da fare nel 2018 sembra essere partita quindi col piede giusto. E, grazie a questo appello, potrebbe realizzarsi a breve uno dei quindici progetti che sono stati citati nella Gazzetta di mercoledì 3 gennaio, uno dei tanti lavori pubblici rimasti incompiuti.

Il ponte pedonale in questione, che in principio era stato progettato per risolvere i problemi di attraversamento di ciclisti e pedoni, è inattivo ormai da 18 anni. E, da allora, è in attesa di essere demolito, se non fosse che il Comune non può permettersi l’abbattimento.

Ora la risposta potrebbe arrivare dalla Fontanili Giorgio Srl. Il titolare della ditta reggiana, specializzata in trasporti, demolizioni e riciclaggio, ha letto l’articolo sul nostro giornale e ha dichiarato di voler dare la propria disponibilità a demolire l’ecomostro in maniera del tutto gratuita.

A soffiare di nuovo sul fuoco era stato nel settembre 2015 il consigliere comunale della Lega Nord, Gianluca Vinci, che aveva chiesto alla giunta di rimuovere quest’opera pubblica. Il sovrappasso era stato voluto da una parte dei residenti, ma ora è diventato uno dei peggior incubi degli stessi abitanti.

L’opera era stata pensata e realizzata nel 2000 dalla giunta Spaggiari, quando l’assessore competente era Giuseppe Davoli. Costò un miliardo e 400 milioni di lire (circa 700mila euro). Un vero spreco, contando che ascensore e scale mobili, pensati per i disabili, in realtà non sono mai entrati in funzione.

Ma non è finita qua: c’è anche la questione del lavoro di pulizia e manutenzione svolto dai volontari del circolo Arci in tutti questi anni, per il quale il Comune paga seimila euro all’anno al circolo stesso.

Adesso la giunta guidata da Luca Vecchi non ha considerato quest’operazione una priorità dell’amministrazione.

Nel 2016, l’assessore alle Infrastrutture, Mirko Tutino, aveva contattato diverse ditte specializzate ma era emersa fin da subito la complessità dell’intervento: per la quantità di materiale (per lo più ferro), per il dubbio riutilizzo di quest’ultimo e soprattutto per gli ingenti costi di smaltimento, di oltre 200mila euro.

Una cifra considerata decisamente troppo alta per un Comune. «L’idea di abbattere il sovrappasso è buona e ha una sua logica, ma le priorità attuali sono altre – aveva detto l’assessore Tutino – Quel ponte è perfettamente conservato, l’unico problema è che è inutilizzato».

Da allora, tuttavia, non se n’è più parlato. L’azienda reggiana guidata da Fontanili si è già occupata in passato di demolizione di ecomostri nelle zone di Canossa e di Felina.

«Chiediamo solo la chiusura della strada per un tempo di due ore» riferisce Fontanili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google