Salvo dopo una notte sotto foglie e terra
di Miriam Figliuolo
Il geologo di 51 anni si è coperto così per resistere al freddo. È stato raggiunto dai soccorritori ieri alle 12.30
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VENTASSO. Si è coperto di foglie e terra per resistere al gelo della notte in montagna e, all’alba, è riuscito a rimettersi in contatto telefonico con i soccorritori: «Ho freddo ma sto bene», ha detto. Così, verso le 12.30 di ieri, è stato tratto in salvo dagli uomini del Soccorso alpino, e sta bene, l’escursionista disperso nella serata di venerdì sulle pendici del Monte Bocco, tra le province di Parma e Massa Carrara. L’uomo, Corrado Cassaro, un geologo di 51 anni residente a Lesignano Bagni (Parma), è uscito praticamente indenne da una notte trascorsa tra neve e ghiaccio sul versante Sud del Monte Bocco. E questo nonostante le condizioni proibitive dovute al freddo, con temperature al di sotto dello zero, che hanno fatto temere seriamente per la sua incolumità.
Dopo l’intera notte trascorsa senza che le ricerche dessero esito positivo, la svolta è arrivata dalla telefonata dello stesso Cassaro al caposquadra della stazione Saer di Parma, che per ore, ma inutilmente, dalla sera prima cercava di contattarlo: il collegamento telefonico era caduto subito dopo l’allarme. La zona non ha copertura telefonica, se non in alcuni punti, e il 51enne ha dovuto spostarsi per trovare un’area in cui gli fosse possibile telefonare.
È stata così circoscritta la zona in cui presumibilmente l’uomo si trovava. E il 51enne, di lì a poco, è stato raggiunto e portato in salvo a valle, dove è stato affidato alle cure degli operatori del 118. Poi ha potuto fare rientro da solo, scortato da alcuni parenti che lo avevano raggiunto dopo avere passato insonni la notte, prefigurando scenari tragici.
Con l’attrezzatura da alpinista fuori uso, aveva chiesto lui stesso aiuto a un amico del Cai nella serata di venerdì, facendo scattare i soccorsi. Per trovarlo si sono mobilitati uomini e mezzi di tre province tra Emilia Romagna e Toscana: da Reggio Emilia, Parma e Massa Carrara il Soccorso alpino, con anche unità cinofile, i carabinieri di Palanzano (Parma) e vigili del fuoco, pronti a fare decollare gli elicotteri.
Ma i mezzi aerei non sono mai riusciti a entrare in campo nelle operazioni di ricerca a causa delle pessime condisioni meteorologiche, con nebbia fitta, tanto da consentire visibilità solo per dieci metri, anche nella mattinata di ieri.
Le ricerche del disperso sono proseguite da venerdì per quasi tutta la notte, e sono poi riprese con grande dispiegamento di mezzi e nuove squadre di soccorritori a dare manforte ai colleghi ormai stremati da una notte trascorsa a passare al setaccio sentieri e versanti fino agli impianti sciistici di Prato Spilla (Parma). Il campo base è stato allestito fin da subito al passo del Lagastrello. A poca distanza era stata trovata l’auto di Cassaro. L’alpinista, dotato di attrezzatura adeguata (ramponi e picozza), si è avventurato da solo lungo il sentiero Cai 110. Una scelta, quella di affrontare la scalata in solitaria, che sarebbe potuto costargli molto cara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo l’intera notte trascorsa senza che le ricerche dessero esito positivo, la svolta è arrivata dalla telefonata dello stesso Cassaro al caposquadra della stazione Saer di Parma, che per ore, ma inutilmente, dalla sera prima cercava di contattarlo: il collegamento telefonico era caduto subito dopo l’allarme. La zona non ha copertura telefonica, se non in alcuni punti, e il 51enne ha dovuto spostarsi per trovare un’area in cui gli fosse possibile telefonare.
È stata così circoscritta la zona in cui presumibilmente l’uomo si trovava. E il 51enne, di lì a poco, è stato raggiunto e portato in salvo a valle, dove è stato affidato alle cure degli operatori del 118. Poi ha potuto fare rientro da solo, scortato da alcuni parenti che lo avevano raggiunto dopo avere passato insonni la notte, prefigurando scenari tragici.
Con l’attrezzatura da alpinista fuori uso, aveva chiesto lui stesso aiuto a un amico del Cai nella serata di venerdì, facendo scattare i soccorsi. Per trovarlo si sono mobilitati uomini e mezzi di tre province tra Emilia Romagna e Toscana: da Reggio Emilia, Parma e Massa Carrara il Soccorso alpino, con anche unità cinofile, i carabinieri di Palanzano (Parma) e vigili del fuoco, pronti a fare decollare gli elicotteri.
Ma i mezzi aerei non sono mai riusciti a entrare in campo nelle operazioni di ricerca a causa delle pessime condisioni meteorologiche, con nebbia fitta, tanto da consentire visibilità solo per dieci metri, anche nella mattinata di ieri.
Le ricerche del disperso sono proseguite da venerdì per quasi tutta la notte, e sono poi riprese con grande dispiegamento di mezzi e nuove squadre di soccorritori a dare manforte ai colleghi ormai stremati da una notte trascorsa a passare al setaccio sentieri e versanti fino agli impianti sciistici di Prato Spilla (Parma). Il campo base è stato allestito fin da subito al passo del Lagastrello. A poca distanza era stata trovata l’auto di Cassaro. L’alpinista, dotato di attrezzatura adeguata (ramponi e picozza), si è avventurato da solo lungo il sentiero Cai 110. Una scelta, quella di affrontare la scalata in solitaria, che sarebbe potuto costargli molto cara.
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