«Un’imprudenza, ma ora lo abbracciamo»
I famigliari ringraziano i soccorritori: decine gli uomini (e i cani) da Reggio, Parma e Massa Carrara
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VENTASSO. «I soccorsi sono stati eccezionali. A loro la nostra eterna riconoscenza». Così ieri sera i famigliari di Corrado Cassaro, mentre ancora il congiunto era sulla strada del ritorno a casa. Imponente infatti la macchina dei soccorsi che si è mobilitata per trarlo in salvo. Cassaro si era trovato in serie difficoltà sulle pendici del Monte Bocco, sul crinale che separa le province di Parma e di Massa Carrara, una zona tra i comuni parmensi di Monchio delle Corti e Comano: un punto in cui il crinale appenninico emiliano si incunea in territorio toscano. Il primo allarme era stato raccolto dalla Stazione del Saer Monte Orsaro di Parma, che ha iniziato le operazioni di ricerca e poi ha coordinato l’intervento. Nell’immediatezza sono stati mobilitati una trentina di uomini del Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico emiliano (stazioni di Parma e Monte Cusna di Reggio Emilia) e toscano (stazioni di Massa e Carrara-Lunigiana). Uomini e mezzi che, con il passare delle ore senza che si trovasse traccia del disperso, sono aumentati, coinvolgendo anche le unità cinofile: quattro dal Saer di Reggio Emilia. Sul posto anche i carabinieri di Palanzano e i vigili del fuoco. Allertati, ma senza possibilità di farli entrare in azione viste le difficili condizioni meteo, anche gli elicotteri.
«Corrado ha commesso un grande errore – hanno rimarcato i famigliari – Avventurarsi solo in quell’impresa. Un fatto deprecabile: siamo pronti a pagarne le conseguenze. Ora però abbiamo solo voglia di riabbracciarlo. Per noi è stata una notte da incubo e ora vogliamo solo ridere di gioia».(m.f.)
GUARDA LA FOTOGALLERYE COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
«Corrado ha commesso un grande errore – hanno rimarcato i famigliari – Avventurarsi solo in quell’impresa. Un fatto deprecabile: siamo pronti a pagarne le conseguenze. Ora però abbiamo solo voglia di riabbracciarlo. Per noi è stata una notte da incubo e ora vogliamo solo ridere di gioia».(m.f.)
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