Gazzetta di Reggio

Reggio

Addio a Camurani, leader liberale

Addio a Camurani, leader liberale

Aveva 78 anni ed era ricoverato al Core. Nel 1977 si ritirò dalla politica dedicandosi alla ricerca storica 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ercole Camurani, che fu negli anni Settanta uno dei massimi dirigenti del partito liberale, è morto sabato mattina nel reparto Core del Santa Maria Nuova. Aveva 78 anni. Nel 1977 si era ritirato dalla politica attiva e da allora si dedicava alla cultura e alla ricerca nell'ambito della storia del movimento liberale. Da una ventina d'anni abitava a Salsomaggiore, ma manteneva solidi legami con la nostra città, dove vive il figlio Massimiliano, dal 1999 al 2014 consigliere provinciale di Forza Italia e del Pdl.

A Reggio, dove era nato il 17 dicembre 1939, Ercole Camurani era meglio conosciuto con il soprannome Baba. Il suo impegno politico era iniziato nel 1954 nell'organizzazione giovanile del Pli, di cui a Reggio era leader indiscusso l'avvocato Alberto Ferioli, che fu deputato dal 1958 al 1976 e sottosegretario di Grazia e Giustizia nel 1972. Camurani fu vicesegretario nazionale della Gioventù liberale negli anni Sessanta, quando il partito raggiunse i migliori risultati elettorali grazie all'opposizione al nascente centro sinistra. Dalla guida della sezione reggiana passò al vertice della segreteria regionale del Pli. Fra il giugno 1970 e il luglio 1972 fu consigliere comunale a Reggio. Quindi divenne il capo della segreteria di Giovanni Malagodi, segretario nazionale del partito e allora ministro del Tesoro.

Camurani era legato da grande amicizia personale e politica al suo coetaneo Gino Badini, il direttore dell'Archivio di Stato e presidente della Deputazione di storia patria prematuramente scomparso nel 2013. Come lui si era laureato in giurisprudenza, ma aveva trovato nella storia il centro dei suoi interessi. Già nel 1972 aveva fondato l'Istituto per la storia del movimento liberale. Quando, nel 1976, la guida del Pli passò nelle mani di Valerio Zanone, Camurani non ne condivise la linea di centro sinistra e dall'anno successivo preferì immergersi totalmente negli studi. Assunse la direzione di Analisi, la rivista di economia politica e cultura della Federazione industria dell'Emilia Romagna. Fu poi tra i fondatori della cooperativa Analisi Trend e curò la pubblicazione della rivista Libro aperto fondata da Malagodi. Divenne, inoltre, comproprietario della casa editrice Li Causi. Alla fine degli anni Novanta, quando Luciano Violante era presidente della Camera, il suo ricchissimo archivio, con molti documenti donati da Luigi Einaudi, fu acquisito dalla Camera, dove è tuttora conservato. Rimane un mistero la scomparsa di due buste contenenti, probabilmente, carte relative alla morte di Mussolini. Negli ultimi tempi continuava a pubblicare studi sul Risorgimento, il periodo storico da lui prediletto.

Camurani lascia la sorella Adalgisa, detta Gisetta, il figlio Massimiliano e il nipote Davide. Il funerale sarà celebrato domani mattina alle 11,30 nella cappella dell'obitorio del Santa Maria. Quindi la salma verrà condotta alla tomba di famiglia nel cimitero di Canali.(l.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google