La protesta della Lega Nord: «Il Pd è buio come la città»
REGGIO EMILIA. Ad attendere il premier Gentiloni, ospite di Stato durante questa festa del Tricolore, non c’erano solo i cittadini desiderosi di guardare i militari in parata. A fianco al teatro...
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REGGIO EMILIA. Ad attendere il premier Gentiloni, ospite di Stato durante questa festa del Tricolore, non c’erano solo i cittadini desiderosi di guardare i militari in parata. A fianco al teatro Valli, nei pressi della pista di pattinaggio, c’erano anche una ventina di militanti e politici della Lega Nord dell’Emilia Romagna. Un picchetto di protesta organizzato dal capogruppo leghista in Sala Tricolore, Gianluca Vinci.
«Gentiloni è a Reggio per la Festa del Tricolore Cispadano – ha attaccato prima dalla piazza e poi dal suo profilo Facebook – ma c’è pochissima gente per un Pd allo sfascio anche in Emilia, troppe promesse mai mantenute. La Lega è schierata oggi in prima linea per ricordare tutti i disastri fatti in questi anni di governo a guida Partito Democratico. Ma a marzo si cambierà marcia, qui e in tutto il Paese».
I leghisti hanno poi ripreso il tema rilanciato dalla Gazzetta di Reggio sul buio in centro storico per criticare l’amministrazione Vecchi. «Il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri ed il questore chiedono che Piazza Martiri del 7 Luglio, progettata sotto la giunta del ministro Delrio, abbia i lampioni accesi allo scopo di aumentare la sicurezza. L’assessore Pd Maramotti risponde che è una scelta scenografica, uno strano concetto della scenografia, considerando che le Vele di Calatrava, simbolo e porta d’accesso a Reggio, sono al buio da mesi con pochi neon ormai sopravvissuti».
Un’ultima stoccata, infine, sulla scelta di invitare il presidente del Consiglio alla festa della Bandiera, definita da Vinci «una celebrazione trasformata in festa di partito».
«Gentiloni è a Reggio per la Festa del Tricolore Cispadano – ha attaccato prima dalla piazza e poi dal suo profilo Facebook – ma c’è pochissima gente per un Pd allo sfascio anche in Emilia, troppe promesse mai mantenute. La Lega è schierata oggi in prima linea per ricordare tutti i disastri fatti in questi anni di governo a guida Partito Democratico. Ma a marzo si cambierà marcia, qui e in tutto il Paese».
I leghisti hanno poi ripreso il tema rilanciato dalla Gazzetta di Reggio sul buio in centro storico per criticare l’amministrazione Vecchi. «Il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri ed il questore chiedono che Piazza Martiri del 7 Luglio, progettata sotto la giunta del ministro Delrio, abbia i lampioni accesi allo scopo di aumentare la sicurezza. L’assessore Pd Maramotti risponde che è una scelta scenografica, uno strano concetto della scenografia, considerando che le Vele di Calatrava, simbolo e porta d’accesso a Reggio, sono al buio da mesi con pochi neon ormai sopravvissuti».
Un’ultima stoccata, infine, sulla scelta di invitare il presidente del Consiglio alla festa della Bandiera, definita da Vinci «una celebrazione trasformata in festa di partito».
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