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Rifiuti a Roma, polemica tutta reggiana

Rifiuti a Roma, polemica tutta reggiana

Delrio: «Tutti i territori siano autosufficienti». Pinuccia Montanari, assessore della giunta Raggi: «Mai contattata l’Emilia»

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REGGIO EMILIA. La battaglia sui rifiuti romani? Parla molto reggiano. A cominciare da Lorenzo Bagnacani, a capo dell’Ama dopo aver ricoperto incarichi apicali in Iren, e dall’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari, che in passato hanno lavorato assieme a Reggio ai tempi della giunta Delrio. Proprio ieri il ministro reggiano ha parlato della situazione rifiuti della capitale: «Ogni territorio deve assumersi le proprie responsabilità e prendere le decisioni – ha commentato il ministro rispondendo ad una domanda sui rifiuti della Capitale, che sembrava dovessero arrivare in Emilia-Romagna, prima della retromarcia dell’amministrazione romana a guida 5 Stelle – La disponibilità c’è stata, più di così non credo si possa chiedere. Credo che abbia detto benissimo il presidente Bonaccini. Noi siamo abituati a risolvere i problemi nella nostra terra. Abbiamo fatto anche noi battaglie molto forti dal punto di vista ecologico, qui a Reggio Emilia abbiamo chiuso un inceneritore quando io ero sindaco. Quindi siamo molto orientati, c'è una raccolta differenziata altissima. Ma questo non significa che ciascuno non debba assumersi le proprie responsabilità e prendere le decisioni».

Una polemica dal forte sapore elettorale. E mentre Bagnacani fa sapere che non c’è necessità di un trasferimento dei rifiuti in Emilia, l’assessore Pinuccia Montanari fa il punto della situazione: «A Roma il sistema di raccolta ha tenuto, pur di fronte all’impennata di produzione dei rifiuti del periodo natalizio. Siamo intervenuti riportando le situazioni di criticità alla normalità. Le polemiche non ci interessano e soprattutto non interessano ai cittadini». Parole affidate ad una nota nella quale Montanari non le manda a dire: «Le dichiarazioni di politici e rappresentanti delle istituzioni, del tipo “abbiamo salvato Roma invasa dai rifiuti”, fanno sorridere perché sono una sorta di autoaccusa. Coloro che oggi puntano il dito hanno delle gravi responsabilità per la situazione impiantistica di Roma. Noi stiamo lavorando in silenzio ed abbiamo invertito la rotta. Sono pronti tre progetti, per le cui aree abbiamo avviato l'iter. Confidiamo di depositare in Regione tutto entro gennaio 2018».

E poi: «Stiamo dando in Ama risposte strutturali per rilanciare l'azienda. Noi porteremo la raccolta differenziata porta a porta a 490.000 abitanti e arriveremo nel corso del 2018 a 1,2 ,milioni di cittadini. Il primo test con il quale ci siamo misurati, il porta a porta nel quartiere ebraico, ha portato ottimi risultati: l’85% di raccolta differenziata e nessun rifiuto a terra. E stiamo procedendo in quella direzione. Quindi le accuse di inefficienza le rispediamo al mittente», aggiunge Montanari.

«In questa necessaria fase di transizione speriamo finisca l'era dei presunti ricatti o delle pressioni indebite. Nel rispetto della normativa abbiamo attivato tutte le azioni necessarie a mantenere in sicurezza Roma, a partire dall’accordo con diverse regioni nel rispetto dei principi di prossimità ed economicità come vuole la legge. L’Emilia Romagna è rientrata in un profilo di misura cautelativa. E di certo la sottoscritta non ha mai contattato aziende, tanto meno in Emilia Romagna, perché non rientra nei miei compiti istituzionali, come invece falsamente ha dichiarato qualcuno. In pochi mesi stiamo recuperando anni persi, decenni di ritardi. La vera risposta ai problemi di Roma sta nella programmazione che stiamo attuando sia per quanto riguarda la raccolta che l’impiantistica. sulla raccolta stiamo procedendo a tambur battente, sull’impiantistica anche», conclude.

Sulla polemica ieri è tornato a parlare anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. A monte del “dietrofront” di Roma sulla richiesta di smaltimento dei rifiuti all'Emilia-Romagna, secondo il governatore c’è «il timore» per il fatto che «un'amministrazione a guida Pd e centrosinistra come l'Emilia-Romagna dia una mano a un'amministrazione come la città di Roma a guida M5S possa essere una gaffe». Per Bonaccini, «in realtà se fosse questo il motivo commettono un errore. Primo, perché le istituzioni non sono di una parte: ognuno di noi può essere parte di qualcosa, ma quando sei a capo di un’istituzione rappresenti tutti i cittadini» e le istituzioni «vanno messe persino al riparo dalla propaganda di parte». Secondo, ha proseguito Bonaccini, «se davvero li portassero in Abruzzo e Toscana non cambierebbe la questione».

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