Gazzetta di Reggio

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Cella, spunta un comitato per salvare l’ecomostro

di Carlotta Curti
Cella, spunta un comitato per salvare l’ecomostro

Quaranta cittadini si oppongono all’ipotesi della demolizione del sovrappasso, proposta gratuitamente da Fontanili: «È un’opera d’arte»

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REGGIO EMILIA. La demolizione del sovrappasso di Cella «non s’ha da fare». Dopo le richieste avanzate dai cellesi (e non solo), che da 18 anni fanno pressioni sul Comune per demolire l’ecomostro che dal 2000 permane sulla via Emilia verso Parma, ora c’è chi si schiera contro l’abbattimento e fa sentire la propria voce. O meglio: c’è chi non è contro l’abbattimento, ma vorrebbe dare un’altra chance al ponte pedonale, proponendo di valorizzarlo, anziché demolirlo senza aver fatto le giuste valutazioni.

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La proposta arriva da un gruppo di residenti cellesi (una quarantina), che hanno formato un comitato a favore del mantenimento della struttura, che definiscono “un’opera d’arte moderna”, altro che ecomostro. Quindi i giochi si riaprono. Il comitato si è riunito durante le festività, prima ancora che uscisse la notizia della disponibilità dell’imprenditore Giorgio Fontanili a demolire l’opera pubblica gratuitamente.

Chiedono perciò di aspettare a procedere e di valutare invece l’opzione pro ecomostro. «Sa, in quanto ex restauratrice, buttare via le opere d’arte (brutte o belle che siano) è contro il mio modo di vivere – riferisce Gianna Ferrari, portavoce del comitato – ma ciò non vuol dire che non si debba demolire. Chiediamo solo al Comune di valutare tutti i pro e i contro prima di procedere con l’abbattimento».

Secondo i quaranta membri (ad oggi, visto che potrebbero diventare di più), il sovrappasso non disturberebbe nessuno, anzi è utile per coloro i quali ogni giorno aspettano l’autobus, facendo da tetto in caso di pioggia. Inoltre per molti residenti della zona costituisce un punto di riferimento e d’incontro.

La domanda che rivolgono al Comune è questa: “È più conveniente valorizzarlo o demolirlo?”. «Credo possa essere una risorsa per chiunque voglia fare una passeggiata da un’altra prospettiva e molte volte mi capita di vedere dei genitori che portano i propri figli piccoli sul ponte per mostrare la via Emilia dall’alto – afferma Gianna Ferrari –. Se Fontanili ha i fondi per poter fare qualcosa, che ci aiuti a valorizzarlo, cominciando per esempio dalle panchine, che sono in stato di decomposizione, o rendendo funzionali l’ascensore e le scale mobili. Visto che c’è, sfruttiamolo».

Fontanili aveva letto l’articolo del 3 gennaio in cui venivano elencate le 15 opere pubbliche che nel 2017 dovevano essere completate e che invece sono rimaste incompiute. Tra queste, appunto, la demolizione del sovrappasso. Uno dei motivi a favore della demolizione era sicuramente il costo annuale – seimila euro – che il Comune pagava al Circolo Arci di Cella per i lavori di manutenzione. Convenzione però che, a quanto riferisce il presidente del circolo Erminio Fiocchi, è terminata il 31 dicembre 2016.

La giunta guidata da Luca Vecchi, a seguito di un’analisi dettagliata, non aveva considerato l’abbattimento una priorità, specie a causa degli ingenti costi di smaltimento, per una cifra di oltre 200mila euro. Cifra che per il Comune era ed è tuttora troppo alta. Perciò la dichiarazione di Fontanili sembrava essere arrivata come manna dal cielo. Ma è ancora tutto da vedere.
 

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