Gazzetta di Reggio

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Denunciata la complice della rapina

di Miriam Figliuolo
Denunciata la complice della rapina

Agevolò l’ingresso dei complici nell’oreficeria di via D’Este e fece da “palo”. A incastrarla le immagini delle telecamere

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MONTECCHIO. È una donna di 50 anni il “palo” che il 5 dicembre scorso, intorno all’ora di chiusura, aveva permesso ai complici, intenzionati a compiere una rapina, di entrare nell’oreficeria “Il tuo gioiello”, in via D’Este.

La rapina, un episodio di estrema violenza e che aveva suscitato in paese parecchia preoccupazione, non fu portata a termine per la reazione dei commercianti, marito e moglie rispettivamente di 46 e 44 anni, che misero in fuga i banditi, ma vennero da questi aggrediti e picchiati. Per i traumi la coppia dovette ricorrere all’ospedale.

Ora i carabinieri, dopo essere arrivati alla donna che aveva fatto da palo, pensano di potere identificare presto anche i suoi complici, da ricercare, secondo gli investigatori, nella cerchia delle conoscenze della 50enne. All’identificazione della rapinatrice sono arrivate le indagini dei carabinieri della stazione locale che hanno denunciato la donna, residente a Correggio, per concorso in tentata rapina aggravata.

Il tentativo di rapina andò in scena poco prima delle 19,30 di martedì 5 dicembre. Facendo intendere di essere una cliente, dopo aver suonato il campanello, la donna, poi identificata e denunciata, era riuscita a farsi aprire la porta della gioielleria permettendo l’ingresso ai due complici, entrambi travisati e uno di loro armato di pistola.

Poi era rimasta all’esterno a fare da palo. Nel negozio però i rapinatori avevano trovato l’inaspettata resistenza dei commercianti. La prima a venire aggredita fu la moglie del gioielliere alla quale uno dei due banditi intimò minacciandola di consegnare l’incasso e i gioielli in vetrina. L’orefice, accortosi di quanto stava accadendo, reagì contro i rapinatori che, per assicurarsi la fuga, lo colpirono alla testa con il calcio della pistola. La moglie del commerciante a quel punto intervenne in difesa del marito e venne a sua volta strattonata e buttata a terra. Poi i banditi fuggirono a mani vuote.

L’orefice e la moglie finirono all’ospedale per contusioni e traumi giudicati guaribili rispettivamente in 10 e 5 giorni.

I carabinieri della stazione locale intervennero subito dopo, con i colleghi del nucleo operativo della compagnia di Reggio Emilia. Furono acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccolte importanti testimonianze. Le immagini avevano immortalato i concitati momenti dell’efferato tentativo di rapina. Grazie a questi importanti elementi i militari dell’Arma sono riusciti a identificare la donna di 50 anni e ora contano di arrivare in poco tempo anche ai due complici, effettivi esecutori materiali della tentata rapina.

«Appena ho visto la pistola gli sono andato addosso, non so come ho fatto. Il tutto sarà durato non più di 40 secondi – aveva raccontato l’orefice il giorno dopo con un vistoso cerotto in testa a causa dei punti di sutura – sono entrati, hanno poggiato un borsone sul bancone e, senza dire una parola, hanno tirato fuori la pistola».

A esprimere solidarietà ai commercianti e estrema preoccupazione per l’episodio fu lo stesso sindaco Paolo Colli.

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