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Mirabile querela la Manghi: «Si dimetta»

Mirabile querela la Manghi: «Si dimetta»

Il presidente della Caramella Buona: «Mi ha diffamato». Ma per la consigliera «è tutto strumentale»

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REGGIO EMILIA. Siamo ormai in piena campagna elettorale, e anche a Reggio Emilia cominciano a volare gli stracci fra i diversi schieramenti. Da un lato Roberto Mirabile, presidente dell’associazione contro la pedofilia “La Caramella Buona” e vicino agli ambienti della destra reggiana, e dall’altro la consigliera comunale del Pd e presidente del Collegio dei Notai, Maura Manghi. Ad accendere la miccia è stato Mirabile, che ha accusato la consigliera di averlo diffamato durante una cena privata organizzata dallo Zonta Club International lo scorso 18 dicembre.

«La Manghi – dichiara il neo lobbista parlamentare – ha pubblicamente e gravemente diffamato me e l’associazione che rappresento». Ma come si è arrivati a parlare di Mirabile durante una cena dello Zonta? L’occasione è stata un progetto presentato da alcune socie del club in memoria dell’avvocato Vanda Giampaoli, recentemente scomparsa, che prevedeva di destinare dei fondi per intitolarle una “Casa Buona”: gli appartamenti di prima accoglienza per donne e bambini che hanno subito violenze psicologiche e fisiche gestiti autonomamente dall’associazione reggiana.

Ed è a questo punto che, come confermato anche dalla stessa consigliera, la Manghi ha vivamente sconsigliato di portare avanti questa collaborazione. Fin qui nessun problema se non fosse che, secondo Mirabile, i toni usati dalla democratica non sarebbero stati proprio lusinghieri: «In questa occasione ha espresso, in presenza di trentacinque testimoni rimasti molto infastiditi dal suo comportamento, tanto da riferirmi poi l’accaduto, frasi gravissime e diffamatorie nei miei confronti, come persona e in qualità di presidente della onlus contro la pedofilia. Non contenta di sputare fango sul sottoscritto, la Manghi (persona che non conosco e non desidero ora neanche conoscere), nella volontà chiara di screditarmi si è addirittura permessa di cercare di avvalorare la sua diffamazione citando noti personaggi reggiani».

Personaggi che, secondo il presidente della onlus, sarebbero stati tirati in ballo «a loro insaputa coinvolgendoli. Fra queste persone citate addirittura compare il nome di un noto giudice del nostro tribunale che avrebbe a sua volta, sempre dalle sue dichiarazioni, espresso pubblicamente parole negative su di me e sull’operato dell’associazione».

Le parole del presidente dei notai, secondo la ricostruzione fornita da Mirabile, non sarebbero però piaciute a diversi presenti. Tanto che «molti degli invitati alla cena le hanno subito contestato l’opportunità delle sue parole, diffamanti e intrise di risentimento politico. Lei ha continuato, malgrado la censura delle altre socie, a diffamare scontrandosi verbalmente con alcune persone che giorni dopo mi hanno riferito il tutto, offrendosi come testimoni».

Al termine della cena, per effetto delle parole della Manghi o meno, il progetto di collaborazione con la onlus è stato comunque fermato. «Ci ha provocato un grave danno – prosegue il lobbista – mi chiedo se una persona che riveste questi ruoli si possa permettere tale comportamento. È chiaro che ha voluto intromettere strumentali motivazioni politiche e ho dato mandato al mio avvocato di Roma, Monica Nassisi, di presentare denuncia querela nei suoi confronti. Mi chiedo inoltre se sia opportuna la sua presenza in consiglio comunale e domando al collegio dei notai un esame della posizione della loro presidente». La Manghi, che al momento non ha ricevuto nessuna notizia di querela, fornisce però una versione differente. «Non credo di avere detto nulla di diffamatorio – spiega – ho affermato che ritenevo non opportuno condurre un’operazione con un’associazione assieme a lui, dichiarazione tra l’altro non pubblica ma fatta durante una riunione privata».

Secondo la consigliera, quindi, dietro l’azione del presidente della onlus ci sarebbe in realtà «uno scopo politico. È con ogni evidenza un’azione strumentale e senza senso e, mi permetta, anche molto scorretta».

Leonardo Grilli

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