Ramiseto, strade chiuse da altre frane
di Cristina Orsini
Una collina è “scivolata” nella zona tra Camporella e Montedello. Gli abitanti: «Disagi enormi, ma nulla è stato fatto»
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VENTASSO. Quella notte da lupi, tra l’11 e il 12 dicembre, il temporale e il vento non hanno dato scampo: l’acqua battente, continua, senza sosta, ha inondato la provinciale 15, la strada tutte curve tra Vaestano a Montedello, nel comprensorio montano di Ventasso, riversandosi poi lungo i pendii più a valle. Il fiume di melma ha trascinato con sé terra, alberi, massi, fino a finire la sua corsa lungo le strade sottostanti. E così è successo anche nella frazione di Camporella, una manciata di case tra i campi, pochi chilometri da Montedello, bloccata da due frane, cadute a pochi metri di distanza l’una dall’altra.
Via don Antichi, la stradina asfaltata che corre lungo le case, e che fino al mese scorso portava a Montedello, è coperta dal fango. Poco più avanti, di fianco al ponticello lungo un torrente, un’altra frana ha deviato il corso del rio, poi l’intervento di un escavatore, il 12 dicembre, ha rimesso a posto la situazione. Ma un tubo dell’acqua che corre sotto il ponte è ancora ostruito e dunque sversa, di nuovo, lungo il pendio.
«Speriamo non si rimetta a piovere – dicono i pochi abitanti – perché altrimenti le frane continueranno».
E le priorità, sul fronte degli interventi, sono altre: il paese isolato di Miscoso, sempre nel territorio ramisetano, e la grande frana di Vaglie, più a Est, nel territorio di Ligonchio.
«I primi giorni dopo le frane – dice Irene Bettazzi, che da sempre abita a Camporella, proprietaria del campo devastato – abbiamo visto qualcuno, probabilmente del Comune, che è venuto a vedere la situazione. Poi più niente. E’ rimasto tutto com’era». Ovvero: strada bloccata. Unica via percorribile, quella che dalla frazione riconduce alla provinciale 15.
«Disagi ne abbiamo molti – prosegue Bettazzi, vedova da 16 anni, ex parrucchiera –. Se prima riuscivamo a raggiungere Montedello in pochi minuti, ora dobbiamo fare un percorso decisamente più lungo. Ma quel che ci preoccupa di più è non aver idea di quando la strada sarà liberata. L’unica cosa che mi consola è che la grande quercia del nostro campo, vecchia e bellissima, ha resistito ed è ancora lì». E’ vero, il grande albero svetta, solitario, in mezzo al pendio della collina devastata dalla potenza dell’acqua che ha scavato, nella sua corsa, trincee profonde e larghe, trascinando via tutto quel che ha trovato lungo la sua corsa.
Proprio di fronte alla montagna di fango, lungo via Don Antichi, abita in un villetta Michela Costa, figlia di Irene Bettazzi, con la figlia e con il marito. Per loro i disagi sono tanti: «Perché la bambina va a scuola – dice – e mio marito deve andare al lavoro tutti i giorni. I tempi di percorrenza per raggiungere le frazioni si sono allungati tanto, e non riusciamo a capire quando potremo tornare alla normalità». Lo scuolabus che ogni giorno accompagna a scuola e riporta a casa i bambini che vivono in quella piccola porzione della montagna percorre strade alternative, disagevoli, per svolgere il servizio. «Mio marito – prosegue Michela Costa – che invece lavora al Lagastrello, è costretto a passare nel Parmense per raggiungere il posto di lavoro. Insomma, stiamo vivendo un periodo davvero complicato». E dire quando finirà, per ora, è difficile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA+
Via don Antichi, la stradina asfaltata che corre lungo le case, e che fino al mese scorso portava a Montedello, è coperta dal fango. Poco più avanti, di fianco al ponticello lungo un torrente, un’altra frana ha deviato il corso del rio, poi l’intervento di un escavatore, il 12 dicembre, ha rimesso a posto la situazione. Ma un tubo dell’acqua che corre sotto il ponte è ancora ostruito e dunque sversa, di nuovo, lungo il pendio.
«Speriamo non si rimetta a piovere – dicono i pochi abitanti – perché altrimenti le frane continueranno».
E le priorità, sul fronte degli interventi, sono altre: il paese isolato di Miscoso, sempre nel territorio ramisetano, e la grande frana di Vaglie, più a Est, nel territorio di Ligonchio.
«I primi giorni dopo le frane – dice Irene Bettazzi, che da sempre abita a Camporella, proprietaria del campo devastato – abbiamo visto qualcuno, probabilmente del Comune, che è venuto a vedere la situazione. Poi più niente. E’ rimasto tutto com’era». Ovvero: strada bloccata. Unica via percorribile, quella che dalla frazione riconduce alla provinciale 15.
«Disagi ne abbiamo molti – prosegue Bettazzi, vedova da 16 anni, ex parrucchiera –. Se prima riuscivamo a raggiungere Montedello in pochi minuti, ora dobbiamo fare un percorso decisamente più lungo. Ma quel che ci preoccupa di più è non aver idea di quando la strada sarà liberata. L’unica cosa che mi consola è che la grande quercia del nostro campo, vecchia e bellissima, ha resistito ed è ancora lì». E’ vero, il grande albero svetta, solitario, in mezzo al pendio della collina devastata dalla potenza dell’acqua che ha scavato, nella sua corsa, trincee profonde e larghe, trascinando via tutto quel che ha trovato lungo la sua corsa.
Proprio di fronte alla montagna di fango, lungo via Don Antichi, abita in un villetta Michela Costa, figlia di Irene Bettazzi, con la figlia e con il marito. Per loro i disagi sono tanti: «Perché la bambina va a scuola – dice – e mio marito deve andare al lavoro tutti i giorni. I tempi di percorrenza per raggiungere le frazioni si sono allungati tanto, e non riusciamo a capire quando potremo tornare alla normalità». Lo scuolabus che ogni giorno accompagna a scuola e riporta a casa i bambini che vivono in quella piccola porzione della montagna percorre strade alternative, disagevoli, per svolgere il servizio. «Mio marito – prosegue Michela Costa – che invece lavora al Lagastrello, è costretto a passare nel Parmense per raggiungere il posto di lavoro. Insomma, stiamo vivendo un periodo davvero complicato». E dire quando finirà, per ora, è difficile.
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