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Riaprire la Gatta-Pianello costerà 600mila euro

Riaprire la Gatta-Pianello costerà 600mila euro

VILLA MINOZZO. Circa 600 mila euro. E’ questa la cifra – ancora però da definire nei dettagli e quindi quasi sicuramente indicata per difetto – che sarà necessaria per arrivare al ripristino della...

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VILLA MINOZZO. Circa 600 mila euro. E’ questa la cifra – ancora però da definire nei dettagli e quindi quasi sicuramente indicata per difetto – che sarà necessaria per arrivare al ripristino della pista Gatta-Pianello, che è stata in buona parte asportata dalla piena del Secchia dello scorso 12 dicembre e da allora è chiusa al transito. Del resto ne mancano oggi porzioni davvero consistenti, portate via dal fiume, con considerevoli difficoltà sia alla parte di territorio appenninico a monte della pista, con i residenti che la utilizzavano quotidianamente per recarsi nella zona delle ceramiche, sia per il paese di Gatta, nonché ovviamente per l’attività ricettiva in località Fonti di Poiano.

La cifra è stata indicata nell’ultima seduta del consiglio comunale di Castelnovo dal sindaco e presidente dell’Unione dei comuni Enrico Bini, che ha anche rimarcato la necessità di prevedere lavori in alveo, e ulteriori difese delle sponde del fiume non solo sul lato della pista, ma anche su quello opposto, in particolare nel tratto del campo sportivo di Gatta, ormai lambito dall’acqua. Il rischio è che si assista a crolli e cedimenti del terreno. In quel punto peraltro sono ancora visibili le spalle del vecchio ponte crollato negli anni Cinquanta, sostituito dall’attuale viadotto, testimonianza comunque di quanto in quel punto il Secchia può essere impetuoso.

Si parla quindi di un intervento da 600.000 euro, una cifra per la quale, nelle settimane scorse, sia il Comune di Villa Minozzo che il Parco nazionale (che si è appellato alla Regione) hanno chiesto aiuto a enti superiori in quanto non in grado, in questo momento di affrontare, la spesa. «In quel punto il greto del Secchia è a schiena d’asino – ha spiegato Bini nell’ultimo Consiglio – per cui l’acqua viene spinta verso le due sponde laterali e in caso di piena genera danni. Avevamo chiesto più volte, sia il Comune di Castelnovo che quello di Villa, di consentire interventi in alveo per portare il flusso al centro, e per la realizzazione di difese spondali. Ora siamo in situazione di emergenza - ha proseguito – credo che si dovrebbe cercare un accordo per consentire escavazioni di ghiaia dal letto del fiume, chiedendo come compensazione di realizzare difese che evitino il ripetersi di erosioni come quella avvenuta. Attualmente la situazione è disastrosa e costringe i residenti a gravi disagi”.

Luca Tondelli

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