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reggiolo, il presidente del consorzio strada fantozza 

«Autostrada, soluzione sbagliata meglio la supestrada per Ferrara»

«Autostrada, soluzione sbagliata meglio la supestrada per Ferrara»

REGGIOLO. «Il progetto Arc Spa della Autostrada Cispadana Reggiolo– Ferrara sud, da sempre, io e tantissimi altri, la consideriamo una infrastruttura autostradale sbagliata, che devasta l’idrogeologia...

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REGGIOLO. «Il progetto Arc Spa della Autostrada Cispadana Reggiolo– Ferrara sud, da sempre, io e tantissimi altri, la consideriamo una infrastruttura autostradale sbagliata, che devasta l’idrogeologia, l’ambiente complessivo, la salute, oltre che essere, la stessa autostrada Cispadana, sproporzionata e inutile per il buon funzionamento della vita dei cittadini e delle imprese del territorio, al quale basta una buona strada a scorrimento veloce e una buona ferrovia ristrutturata, nello specifico da Reggiolo a Ferrara, esattamente come si farà da Reggiolo a Parma». Lo afferma Fausto Bocceda presidente del Consorzio Strada interpoderale Fantozza Villanova di Reggiolo che replica alle dichiarazioni dell’ingegner Walter Pardatscher, ad di Autostrada Brennero.

«Anzitutto - spiega Bocceda - la Costituzione Italiana, all’articolo 21 dice che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”; quindi, nella democrazia italiana il popolo partecipa al governo del proprio Paese e pertanto raccomanda, anzi obbliga, al potere politico, grande trasparenza, partecipazione e dibattiti pubblici, ben documentati anche nella formazione delle volontà delle maggioranze popolari, le quali, nel caso si tratti grandiopere, devono poi essere discusse anche in sede di conferenza dei servizi. Ciò premesso - prosegue il tecnico - ringrazio Pardatscher per avermi informato che l’articolo 5 del decreto “Sblocca Italia” è stato abrogato dal Codice degli appalti e che quindi non era più legittima la tesi, da me ripresa dalle parole del presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, pubblicata a suo tempo dall’autorevole giornale Huffington Post, secondo la quale il rinnovo per 20-30 anni dell’autostrada A22 poteva avvenire, in base al sopra citato articolo 5, senza gara pubblica europea, nel caso in cui, per esempio, la società Autobrennero stessa facesse un investimento funzionale tra due tratte autostradali e cioè l’autostrada Cispadana in progetto tra A22 a Reggiolo e l’A13 a Ferrara sud della Bologna–Padova, che so da sempre non essere di proprietà Autobrennero Spa».

«Tuttavia, ritengo che la mia tesi - prosegue Bocceda - avrebbe dovuto essere “contestata” dai professionisti della politica ai quali mi rivolgevo, ovvero l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini e il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli durante il dibattito politico della scorsa estate, anziché barricarsi unicamente sul fatto che “le decisioni erano già state prese a grande maggioranza”, ma che dal 2007 ad oggi i sindaci di Reggiolo e altri loro colleghi non l’hanno mai dimostrata per tabulas».

«Ringrazio ancora Pardatscher perché mi ha dato lo stimolo - afferma ancora - a leggere sulla stampa del 5 ottobre scorso di Svp, che non è ancora “ben completata” nelle norme romane l’altra possibilità di rinnovo automatico “in house”, cioè sempre senza gara pubblica europea, nel caso in cui la società Autobrennero Spa, diventasse completamente pubblica rispetto all’attuale 83% circa, sempre che la Commissione Europea sia poi complessivamente d’accordo».

«Io – ha continuato Bocceda – sono solo un ex manager di aziende multinazionali, un onesto cittadino civicamente attivo (oltre che presidente del Consorzio Strada interpoderale Fantozza di Villanova, ndr). Sono però da sempre per la trasparenza e la partecipazione popolare del “fare” politico, soprattutto nei casi di grandi decisioni o per grandi opere infrastrutturali come nel caso del progetto Autostrada Cispadana, anziché la Strada a scorrimento veloce e la elettrificazione ferrovia, il tutto da Reggiolo a Ferrara, come da progetto definitivo approvato nel 2004 / 2005 dalla Regione Emilia Romagna».

«Ma sono anche per la libera concorrenza - conclude - nel libero mercato, che eviti il più possibile ogni forma di monopolio pubblico o privato».

Mauro Pinotti