Casa protetta, sabotaggio da 25mila euro
Boretto: distrutti il sistema di sicurezza e porte dotate di allarme a poche ore dall’inaugurazione
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BORETTO. Un sabotaggio che il sindaco di Boretto non esita a definire «scientifico», perché messo in atto con una certa perizia e sembra anche con uno scopo preciso. Ieri mattina doveva essere inaugurato un nuovo sistema di sicurezza per la casa protetta di viale Papa Giovanni XXIII. Doveva, perché qualcuno nella notte lo ha distrutto, provocando danni molto ingenti. «Almeno 25mila euro secondo una prima stima», spiega sconsolato e arrabbiato il primo cittadino Massimo Gazza.
Il sistema di sicurezza consiste in porte dotate di allarmi, apertura e chiusura automatica e governate da una centralina: misure pensate prima di tutto per proteggere gli anziani ospiti della casa-residenza Vecchi-Guidotti.
«Un sistema complesso, condiviso da operatori, volontari, medici, comitato di gestione», precisa il sindaco.
Eppure qualcuno ha deciso di sabotare questo sforzo, intervenendo in vari punti, tagliando i fili, distruggendo la centralina e danneggiando alcune parti con l’uso di vernice spray. Chi lo ha fatto non ha agito a caso ma è stato molto sistematico, senza tralasciare nulla.
Il sindaco dalla sua bacheca Facebook ha mandato un messaggio al vandalo. «Tranquillo abbiamo le assicurazioni, rimettiamo a posto tutto alla svelta. Poi eventualmente ti puoi coprire il volto con una sciarpa per rendere nulle le telecamere, di certo la tua dignità non ne trae nessun guadagno. Rimani un poveretto. Dura non scorarsi davanti a tutta questa civiltà ed educazione».
Come detto, non sembra un vandalismo gratuito. Probabilmente chi lo ha commesso vuole avere libero accesso alla zona e non gradisce le restrizioni. La casa protetta è inserita in un parco piuttosto ampio, dove si trova un centro medico e anche una serra utilizzata dalla vicina scuola.
«Secondo alcune testimonianze di notte qualcuno entrerebbe nel parco, nella zona della serra». Una circostanza che andrà chiarita.
«Abbiamo eseguito un sopralluogo – dice il sindaco Gazza – e nelle prossime ore presenteremo denuncia ai carabinieri di Boretto. Stiamo anche visionando il sistema di videosorveglianza della zona per capire se si vede qualcosa». Il post su Facebook del primo cittadino ha provocato un’ondata di sdegno. A chi ha bollato il gesto come vandalismo da ragazzini annoiati, Gazza ha risposto così: «Ragazzini che sapevano esattamente tutti i punti dell’impianto? Non ci credo». (j.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il sistema di sicurezza consiste in porte dotate di allarmi, apertura e chiusura automatica e governate da una centralina: misure pensate prima di tutto per proteggere gli anziani ospiti della casa-residenza Vecchi-Guidotti.
«Un sistema complesso, condiviso da operatori, volontari, medici, comitato di gestione», precisa il sindaco.
Eppure qualcuno ha deciso di sabotare questo sforzo, intervenendo in vari punti, tagliando i fili, distruggendo la centralina e danneggiando alcune parti con l’uso di vernice spray. Chi lo ha fatto non ha agito a caso ma è stato molto sistematico, senza tralasciare nulla.
Il sindaco dalla sua bacheca Facebook ha mandato un messaggio al vandalo. «Tranquillo abbiamo le assicurazioni, rimettiamo a posto tutto alla svelta. Poi eventualmente ti puoi coprire il volto con una sciarpa per rendere nulle le telecamere, di certo la tua dignità non ne trae nessun guadagno. Rimani un poveretto. Dura non scorarsi davanti a tutta questa civiltà ed educazione».
Come detto, non sembra un vandalismo gratuito. Probabilmente chi lo ha commesso vuole avere libero accesso alla zona e non gradisce le restrizioni. La casa protetta è inserita in un parco piuttosto ampio, dove si trova un centro medico e anche una serra utilizzata dalla vicina scuola.
«Secondo alcune testimonianze di notte qualcuno entrerebbe nel parco, nella zona della serra». Una circostanza che andrà chiarita.
«Abbiamo eseguito un sopralluogo – dice il sindaco Gazza – e nelle prossime ore presenteremo denuncia ai carabinieri di Boretto. Stiamo anche visionando il sistema di videosorveglianza della zona per capire se si vede qualcosa». Il post su Facebook del primo cittadino ha provocato un’ondata di sdegno. A chi ha bollato il gesto come vandalismo da ragazzini annoiati, Gazza ha risposto così: «Ragazzini che sapevano esattamente tutti i punti dell’impianto? Non ci credo». (j.d.p.)
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