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Sala consiliare intitolata all’ex sindaco Valcavi

Sala consiliare intitolata all’ex sindaco Valcavi

CARPINETI. Sala consiliare Bruno Valcavi. Da ieri la sala del consiglio comunale di Carpineti è intitolata ufficialmente a uno dei grandi protagonisti della vita del paese appenninico, Bruno Valcavi,...

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CARPINETI. Sala consiliare Bruno Valcavi. Da ieri la sala del consiglio comunale di Carpineti è intitolata ufficialmente a uno dei grandi protagonisti della vita del paese appenninico, Bruno Valcavi, scomparso un anno fa a 91 anni. Partigiano, sindaco, sindacalista, assicuratore, referente dell’Anpi, Valcavi ha attraversato gran parte del ‘900 locale con il suo sorriso e i suoi modi garbati, sempre in ascolto.

L’amministrazione comunale ha deciso di omaggiarlo, partendo da un’idea del ricercatore storico Ivo Rondanini. Ieri mattina la cerimonia ufficiale, con una serie di interventi prima di togliere il velo tricolore dalla targa fuori dalla porta della sala. È stata Franca, la moglie di Valcavi comprensibilmente commossa, a togliere la copertura e a far emergere il nome di Bruno fra gli applausi. Franca e il marito hanno vissuto insieme per oltre sessant’anni proprio a pochi passi dal municipio, nel loro appartamento affacciato su piazza Matilde di Canossa, di fronte alla sede municipale.

In una sala affollata, dalle 10 sono intervenuti il sindaco Tiziano Borghi, il promotore Rondanini, l’ex sindaco carpinetano e parlamentare Alessandro Carri e Nunzio Ferrari, presidente dell’Anpi locale. Presenti anche l’assessore di Castelnovo Monti Silvio Bertucci ed il sindaco di Casina Stefano Costi, oltre a diverse persone che con Valcavi hanno condiviso parti del cammino. Fra loro, hanno preso la parola l’ex consigliere provinciale Roberto Lugli, anch’egli carpinetano e – nel momento più intenso prima della scopertura – il 91enne partigiano Guerrino Pellegrini di Saccaggio.

Compagno di battaglia di Valcavi e uno dei pochissimi resistenti locali ancora in vita, Pellegrini ha ricordato Bruno e un’altra storica figura carpinetana, Nello Lusoli, primo sindaco del dopoguerra e poi deputato e senatore nelle file del Partico Comunista. Nel prosieguo, il presidente Anpi Ferrari ha chiesto all’amministrazione di impegnarsi in una mozione sull’attualità e la concretezza dell’antifascismo, mentre il sindaco Borghi ha annunciato la volontà di creare una targa che ricordi tutti i primi cittadini carpinetani almeno dal dopoguerra ad oggi.

Il nome di uno dei più celebri ora sarà ben visibile. Bruno Valcavi ha vissuto pienamente gran parte del ‘900 del paese appenninico in cui è nato e ha sempre vissuto. Rimasto orfano a 14 anni, ha iniziato a lavorare come garzone contadino per aiutare la mamma Alma e sette fra fratelli e sorelle. Da sempre impegnato con la sinistra, con lo scoppio della guerra viene chiamato sotto le armi. Dopo l’armistizio torna subito nella montagna reggiana e si unisce ai partigiani, combattendo col nome di battaglia “Kira” nel distaccamento Pigoni della 26esima Brigata Garibaldi fra Toano e Villa Minozzo. Dopo la Liberazione diventa segretario locale del Pci e dell’Anpi, l’associazione dei partigiani: quest’ultimo incarico è stato mantenuto sino al 2015, sino al passaggio con Ferrari. Dal 1959 lavora nella Cgil sempre in Appennino, dal villaminozzese sino a Collagna e Ligonchio, e nel frattempo viene eletto consigliere comunale. Nel 1967 diventa poi sindaco di Carpineti per il Pci, e viene riconfermato nel ruolo nel 1970 e nel 1975. Alla fine degli anni ’70 viene sostituito a metà mandato per un contrasto interno al Pci locale sulle alleanze politiche da perseguire, e al suo posto arriva Ivan Venturi. Dagli anni ’80 ha gestito uno sportello assicurativo in piazza, sotto al proprio appartamento, e ha dedicato tante energie all’amatissima Anpi.

Adriano Arati

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