Da oggi tornano pioggia e freddo
Dopo il caldo record precipitazioni sopra i 1.200 metri e colonnina in picchiata
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REGGIO EMILIA. Nella prima decade di questo mese sono state registrate, nella provincia reggiana e in quella modenese, temperature davvero calde, con apice che è stato toccato nella giornata di martedì 9 gennaio. Ciò è avvenuto grazie alle condizioni meteo stabili e anticicloniche, senza un apprezzabile contributo orografico ma piuttosto a causa dei venti caldi sciroccali e delle schiarite verificatesi dopo il transito di una debole perturbazione.
Sono annotazioni del meteorologo di Unimore Luca Lombroso che opera nell’Osservatorio Geofisico del Dief, il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio.
«Da quando esiste l’Osservatorio, ovvero dal 1830 – egli precisa - non si era mai arrivati ad una massima così elevata. Il fenomeno è stato del tutto particolare nel modenese dove il termometro ha raggiunto i 16,8 gradi mentre nel reggiano si è fermato a 12,7 a causa di una maggior nuvolosità, ma comunque sempre al di sopra della norma. Il precedente record per questa decade resisteva dal gennaio 1863, vale a dire da 188 anni. Si è comunque rimasti molto distanti dal limite assoluto dei 22,4 gradi centigradi toccati nella singola giornata del 19 gennaio del 2007. Un evento che fu del tutto eccezionale e che si verificò a seguito di una straordinaria situazione di caldi venti di fohn discesi dall’Appennino».
La situazione sembra comunque destinata a rientrare gradualmente nella norma e nei prossimi giorni ritorneranno condizioni meteo più consone al periodo in corso. Oggi – dicono le nuove previsioni – una depressione in transito nel centro Italia influenzerà anche le nostre zone coprendo il cielo in modo diffuso e riportando le piogge in pianura e collina insieme a qualche nevicata nel medio alto Appennino. Ciò però accadrà a quote superiori ai 1200/1400 metri di altitudine. Le temperature scenderanno notevolmente fermandosi a 6/7 gradi mantenendosi sempre al di sopra dello zero anche durante la notte. A seguire ecco poi un anticiclone proveniente dalla Russia che convoglierà verso le nostre zone infiltrazioni di aria un po’ più fredda. In tal modo sul finire della settimana le temperature caleranno ulteriormente, soprattutto nei valori minimi, riportandosi così più vicine ai valori medi stagionali. Ancora nessuna certezza infine sulle precipitazioni.
«In sostanza – conclude Lombroso – niente di più che un po’ di quasi normale inverno, ed al momento non sono attese vere e proprie irruzioni di aria gelata». (l.v.)
Sono annotazioni del meteorologo di Unimore Luca Lombroso che opera nell’Osservatorio Geofisico del Dief, il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio.
«Da quando esiste l’Osservatorio, ovvero dal 1830 – egli precisa - non si era mai arrivati ad una massima così elevata. Il fenomeno è stato del tutto particolare nel modenese dove il termometro ha raggiunto i 16,8 gradi mentre nel reggiano si è fermato a 12,7 a causa di una maggior nuvolosità, ma comunque sempre al di sopra della norma. Il precedente record per questa decade resisteva dal gennaio 1863, vale a dire da 188 anni. Si è comunque rimasti molto distanti dal limite assoluto dei 22,4 gradi centigradi toccati nella singola giornata del 19 gennaio del 2007. Un evento che fu del tutto eccezionale e che si verificò a seguito di una straordinaria situazione di caldi venti di fohn discesi dall’Appennino».
La situazione sembra comunque destinata a rientrare gradualmente nella norma e nei prossimi giorni ritorneranno condizioni meteo più consone al periodo in corso. Oggi – dicono le nuove previsioni – una depressione in transito nel centro Italia influenzerà anche le nostre zone coprendo il cielo in modo diffuso e riportando le piogge in pianura e collina insieme a qualche nevicata nel medio alto Appennino. Ciò però accadrà a quote superiori ai 1200/1400 metri di altitudine. Le temperature scenderanno notevolmente fermandosi a 6/7 gradi mantenendosi sempre al di sopra dello zero anche durante la notte. A seguire ecco poi un anticiclone proveniente dalla Russia che convoglierà verso le nostre zone infiltrazioni di aria un po’ più fredda. In tal modo sul finire della settimana le temperature caleranno ulteriormente, soprattutto nei valori minimi, riportandosi così più vicine ai valori medi stagionali. Ancora nessuna certezza infine sulle precipitazioni.
«In sostanza – conclude Lombroso – niente di più che un po’ di quasi normale inverno, ed al momento non sono attese vere e proprie irruzioni di aria gelata». (l.v.)
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