sovrappasso di cella
La maledizione dell’Ecomostro
Non solo ipotesi demolizione. Ora spunta l’idea del trasferimento
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REGGIO EMILIA. L’ecomostro di Cella? Perché non smontarlo e trasferirlo a Rubiera, praticamente dall’altra parte della via Emilia? Non tutto però, solo qualche pezzo portante. Adesso spunta anche questa bizzarra ipotesi per una delle opere più discusse della città, inutilizzata e inutilizzabile ormai da diciotto anni. A proporla su Facebook è proprio il sindaco di Ruberia, Emanuele Cavallaro, che in un post scrive: «Se dovete abbatterlo e buttarlo via, Mirko Tutino, potremmo fare un piccolo approfondimento tecnico per capire se può essere utile, anche solo la struttura base, senza tutte le scale mobili o gli ascensori, per passare la via Emilia a #Rubiera? Ovviamente c’è da studiarci un po’ per capire costi e tutto il resto, ma il #riuso è sempre una buona soluzione...». E così, dopo i servizi della Gazzetta, si riaccendono i riflettori sul sovrappasso della discordia, proprio nel momento in cui la sua demolizione – rimandata da sempre – sembrava alle porte.
Dopo anni di inerzia, infatti, ad aprire uno spiraglio per l’abbattimento dell’ecomostro è stato l’imprenditore delle demolizioni, Giorgio Fontanili, che si è offerto di buttarlo giù gratuitamente. Una boccata d’ossigeno per il Comune, che non ha mai considerato l’abbattimento una delle priorità dell’amministrazione, soprattutto a causa degli ingenti costi di smaltimento, pari a una cifra di oltre 200mila euro. Di qui l’intenzione del Comune di valutare l’offerta di Fontanili. Tutto finito? Macché... Spunta infatti un comitato, composto da una quarantina di cellessi, che di demolizione non vuole affatto sentir parlare.
Anzi. Secondo il comitato il sovrappasso non è un ecomostro: «È un’opera d’arte», esclamano, annunciando l’intenzione di difenderlo ad ogni costo. Ora questa nuova idea: l’esilio verso Modena, dove sembra che l’ecomostro abbia già pronto un comitato di benvenuto capitanato proprio dal primo cittadino di Rubiera, pronto a riciclare il sovrappasso che nessuno vuole. Ma che nessuno vuole buttare giù.
Dopo anni di inerzia, infatti, ad aprire uno spiraglio per l’abbattimento dell’ecomostro è stato l’imprenditore delle demolizioni, Giorgio Fontanili, che si è offerto di buttarlo giù gratuitamente. Una boccata d’ossigeno per il Comune, che non ha mai considerato l’abbattimento una delle priorità dell’amministrazione, soprattutto a causa degli ingenti costi di smaltimento, pari a una cifra di oltre 200mila euro. Di qui l’intenzione del Comune di valutare l’offerta di Fontanili. Tutto finito? Macché... Spunta infatti un comitato, composto da una quarantina di cellessi, che di demolizione non vuole affatto sentir parlare.
Anzi. Secondo il comitato il sovrappasso non è un ecomostro: «È un’opera d’arte», esclamano, annunciando l’intenzione di difenderlo ad ogni costo. Ora questa nuova idea: l’esilio verso Modena, dove sembra che l’ecomostro abbia già pronto un comitato di benvenuto capitanato proprio dal primo cittadino di Rubiera, pronto a riciclare il sovrappasso che nessuno vuole. Ma che nessuno vuole buttare giù.
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