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Unimore, Reggio eccelle ma i soldi vanno a Modena

di Luigi Vinceti
Unimore, Reggio eccelle ma i soldi vanno a Modena

L’ateneo conta tre “Dipartimenti eccellenti” e incassa 20 milioni dal ministero Ingegneria resta a secco e i finanziamenti sono destinati ai corsi oltre Secchia

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REGGIO EMILIA. Tanta gloria ma pochi soldi. È il destino che divide in due l’Unimore, l’Università di Modena e Reggio. Ateneo in forte ascesa nei risultati e destinatario di fondi che, per lo più, finiscono però a Modena. Lo ha confermato anche il recente giudizio del Sistema di Valutazione Nazionale Universitario che ha riconosciuto a ben tre dei suoi corsi di studio l’appellativo di “Dipartimenti di Eccellenza”. Non si tratta di un semplice aspetto onorifico, ma di un sostanzioso apprezzamento perché è accompagnato da corposi finanziamenti messi a disposizione per la loro ulteriore qualificazione: nel quinquennio 2018-2022 l’Ateneo di Modena e Reggio potrà disporre, attraverso il Ministero dell’Istruzione, della bellezza di 19 milioni e 333 mila euro.

Sì, ateneo di Modena e Reggio, ma va correttamente precisato che quella pioggia di soldi cadrà solo oltre Secchia mentre al di qua del fiume si resterà a secco. In effetti i tre progetti di studio che hanno dimostrato la migliore «portata accademica, ambizione e fattibilità degli obiettivi e della coerenza delle strategie per raggiungerli» corrispondono ai Dipartimenti di Scienze biomediche, metaboliche e neuroscienze, di Scienze mediche e chirurgiche materno infantili e dell’adulto oltre che degli Studi linguistici e culturali. Tutti insediati e impegnati, con i loro studi e relative sperimentazioni, in terra modenese. Esalta il fatto che la graduatoria per la distribuzione di queste risorse sull’intero territorio nazionale ha coinvolto nell’analisi la bellezza di 180 dipartimenti. Incuriosisce però ad un certo punto la scoperta che alla fine ne sono stati scelti soltanto 19. E, guarda caso, al ventesimo posto c’è Reggio con l’eccellenza del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria.

Comprensibile la soddisfazione del rettore Angelo Oreste Andrisano: «L’importante finanziamento ottenuto – ha dichiarato infatti – si declinerà nel potenziamento del personale e delle strumentazioni, così da rafforzare non solo la nostra competitività nazionale ma anche quella internazionale. I nostri ricercatori hanno dimostrato come valorizzare le competenze presenti nelle nostre strutture che spesso rappresentano dei punti di riferimento per l’intera comunità accademica. Mi preme sottolineare come il contributo in fase progettuale della Direzione Ricerca, Trasferimento Tecnologico e Terza Missione del nostro ateneo sia stato fondamentale per raggiungere questo obiettivo». Ingegneria non meritava gli stessi apprezzamenti? Eppure arrivano complimenti da ogni dove e cresce in misura esponenziale il numero degli iscritti italiani e stranieri. Ma perché non ne hanno scelti venti?



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