Il direttore “beffato” «Certo che fallire per un solo punto...»
di Luigi Vinceti
Dragoni, dirigente del dipartimento escluso dai fondi statali «Soddisfatti di essere fra i migliori». Ma resta l’amarezza
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REGGIO EMILIA. Le emozioni del professor Eugenio Dragoni di fronte all’annuncio che il dipartimento universitario che dirige, quello di Ingegneria industriale e informazione, ha mancato di un soffio i finanziamenti ministeriali, sono un mix di soddisfazione intrisa di comprensibile amarezza.
«Non partivamo da una posizione vantaggiosa – annota Dragoni – e dunque accogliamo il verdetto con lo spirito di uomini di mondo. In fondo è già un ottimo risultato essere stati inseriti fra i migliori a livello nazionale e l’essere arrivati ad una sola incollatura ci spinge a continuare nel nostro impegno. Certo che fallire per un punto…».
Il dipartimento – un tempo erano denominati Corsi – è stato uno degli antesignani, venti anni fa, della sede reggiana di Unimore, ed essere valutati fra i primi 180 degli 800 attivi in campo nazionale è in effetti un apprezzamento particolarmente lodevole. Si aggiunga poi che riuscire a piazzarsi alla ventesima posizione in questo novero limitato di percorsi di studio regala un ulteriore piacere. Dragoni ricorda in proposito che il calcolo dei meriti viene basato in primo luogo sull’entità e il pregio delle pubblicazioni del dipartimento. È un compito di cui si incarica l’Anvur, l’Associazione nazionale valutazione ricerca universitaria. Dall’esame arriva l’attribuzione di 70 punti ai quali vanno aggiunti i riconoscimenti addizionali (altri 30 punti) calcolati sul progetto di sviluppo che il ciclo di studi sta perseguendo.
Infine è entrata in funzione l’Agenzia nazionale di valutazione universitaria che ha sede presso il ministero della Pubblica istruzione per distribuire i premi sotto forma di alcuni milioni di euro. A tagliare il traguardo fra i cento più meritevoli sono stati i dipartimenti di Scienze biomediche e chirurgiche materno infantili e dell’adulto, quindi quello di Scienze Biomediche, metaboliche e neuroscienze, oltre che gli Studi linguistici e culturali. «Ingegneria industriale e informazione – aggiunge Dragoni – gode di dati eccellenti e ha stretto un efficace sistema di autofinanziamento attraverso i rapporti con il mondo delle imprese. Nella nostra area scientifico-tecnica sono veramente pochi a simili livelli ed abbiamo altre ambizioni».
Per parlare di questi bilanci e delle ulteriori prospettive è in programma un vertice che il prossimo 5 febbraio vedrà riuniti, nell’aula magna Manodori della sede universitaria reggiana, il ministro Graziano Delrio ed il rettore Angelo Oreste Andrisano. Forse si potranno gettare le basi per un ulteriore salto di qualità verso quell’eccellenza che stavolta è mancata…di un soffio.
«Non partivamo da una posizione vantaggiosa – annota Dragoni – e dunque accogliamo il verdetto con lo spirito di uomini di mondo. In fondo è già un ottimo risultato essere stati inseriti fra i migliori a livello nazionale e l’essere arrivati ad una sola incollatura ci spinge a continuare nel nostro impegno. Certo che fallire per un punto…».
Il dipartimento – un tempo erano denominati Corsi – è stato uno degli antesignani, venti anni fa, della sede reggiana di Unimore, ed essere valutati fra i primi 180 degli 800 attivi in campo nazionale è in effetti un apprezzamento particolarmente lodevole. Si aggiunga poi che riuscire a piazzarsi alla ventesima posizione in questo novero limitato di percorsi di studio regala un ulteriore piacere. Dragoni ricorda in proposito che il calcolo dei meriti viene basato in primo luogo sull’entità e il pregio delle pubblicazioni del dipartimento. È un compito di cui si incarica l’Anvur, l’Associazione nazionale valutazione ricerca universitaria. Dall’esame arriva l’attribuzione di 70 punti ai quali vanno aggiunti i riconoscimenti addizionali (altri 30 punti) calcolati sul progetto di sviluppo che il ciclo di studi sta perseguendo.
Infine è entrata in funzione l’Agenzia nazionale di valutazione universitaria che ha sede presso il ministero della Pubblica istruzione per distribuire i premi sotto forma di alcuni milioni di euro. A tagliare il traguardo fra i cento più meritevoli sono stati i dipartimenti di Scienze biomediche e chirurgiche materno infantili e dell’adulto, quindi quello di Scienze Biomediche, metaboliche e neuroscienze, oltre che gli Studi linguistici e culturali. «Ingegneria industriale e informazione – aggiunge Dragoni – gode di dati eccellenti e ha stretto un efficace sistema di autofinanziamento attraverso i rapporti con il mondo delle imprese. Nella nostra area scientifico-tecnica sono veramente pochi a simili livelli ed abbiamo altre ambizioni».
Per parlare di questi bilanci e delle ulteriori prospettive è in programma un vertice che il prossimo 5 febbraio vedrà riuniti, nell’aula magna Manodori della sede universitaria reggiana, il ministro Graziano Delrio ed il rettore Angelo Oreste Andrisano. Forse si potranno gettare le basi per un ulteriore salto di qualità verso quell’eccellenza che stavolta è mancata…di un soffio.
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