Nascosti 6 milioni al Fisco Tre amministratori nei guai
di Ambra Prati
Scoperta dalla Finanza la frode fiscale di una società di impianti elettrici I denunciati rischiano sei anni di carcere per una pesante serie di reati
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REGGIO EMILIA. Dapprima hanno frodato il Fisco facendo uso di fatture false, poi non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi diventando evasori totali, infine hanno fatto sparire la documentazione amministrativa della società. La guardia di finanza di Reggio Emilia ha denunciato tre amministratori che, nel tempo, si sono succeduti alla guida di una ditta operante nel settore dell’installazione di impianti elettrici (ditta tuttora esistente, di cui le Fiamme Gialle non hanno fornito il nome). I tre amministratori che nel tempo si sono succeduti alla guida della ditta – un calabrese di 32 anni, un modenese di 44 e un venezuelano di 65 anni, tutti residenti a Reggio – sono stati denunciati per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili. Una serie di reati, per i quali rischiano oltre 6 anni di carcere. L’indagine della guardia di finanza è partita da una attività investigativa su soggetti sospetti. Il cerchio si è ben presto ristretto sui tre reggiani ed è stata individuata la società di impianti elettrici che, dal 2012 al 2016, ha posto in essere gravi forme di frode ed evasione fiscale. Secondo i risultati delle indagini economico-finanziarie sugli incartamenti, la società ha fatto uso di fatture per operazioni economiche inesistenti emesse da altri soggetti economici compiacenti: non si tratta di frode carosello poiché quest’ultima comporta il coinvolgimento di ditte estere, mentre in questo caso tutto si è svolto a livello nazionale, ma è il metodo classico per frodare l’Iva e ridurre artificiosamente la base imponibile da sottoporre a tassazione.
Nel biennio 2015 e 2016 gli amministratori della società sono andati oltre: non hanno proprio presentato nessuna dichiarazione dei redditi obbligatoria ai fini fiscali e, per evitare di essere incastrati, hanno occultato o distrutto le scritture contabili, rendendo così alquanto difficoltoso per le Fiamme Gialle rintracciare le prove della frode al Fisco.
Una inchiesta complessa, dunque, ma i finanzieri sono riusciti a ricostruire il puzzle contabile. Secondo i militari, in quattro anni la base imponibile sottratta alla tassazione è risultata pari a 5 milioni di euro, più un milione di euro di violazioni in materia di Iva: di fatto la società ha nascosto al Fisco 6 milioni di euro, oltre ad aver compiuto le violazioni penali e tributarie nel tentativo di non lasciare traccia del misfatto. Ora però i tre amministratori dovranno rispondere, anche penalmente, delle pesanti accuse. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel biennio 2015 e 2016 gli amministratori della società sono andati oltre: non hanno proprio presentato nessuna dichiarazione dei redditi obbligatoria ai fini fiscali e, per evitare di essere incastrati, hanno occultato o distrutto le scritture contabili, rendendo così alquanto difficoltoso per le Fiamme Gialle rintracciare le prove della frode al Fisco.
Una inchiesta complessa, dunque, ma i finanzieri sono riusciti a ricostruire il puzzle contabile. Secondo i militari, in quattro anni la base imponibile sottratta alla tassazione è risultata pari a 5 milioni di euro, più un milione di euro di violazioni in materia di Iva: di fatto la società ha nascosto al Fisco 6 milioni di euro, oltre ad aver compiuto le violazioni penali e tributarie nel tentativo di non lasciare traccia del misfatto. Ora però i tre amministratori dovranno rispondere, anche penalmente, delle pesanti accuse. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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