Gazzetta di Reggio

Reggio

Tornano a casa dopo la notte di paura

di Andrea Munari
Tornano a casa dopo la notte di paura

L’incendio divampato mercoledì sera aveva costretto otto famiglie di due condomini a cercare un alloggio di fortuna

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REGGIO EMILIA. Il giorno dopo l’incendio che ha costretto otto famiglie a rimanere fuori casa per la notte, trovando una sistemazione fortuita a casa di amici o parenti, la paura per quello che sarebbe potuto succedere e fortunatamente non è stato è ancora presente negli occhi di coloro che ieri, per tutta la giornata, sono rimasti fuori casa in attesa che le utenze fossero ripristinate, aspettando di sentirsi dire che la situazione era sotto controllo e che avrebbero potuto fare ritorno all’interno delle proprie abitazioni, riprendendo la propria quotidianità. Ciò che è accaduto, finalmente, nel tardo pomeriggio.

Nel cortile dei due condomini di via Curiel si sente ancora nell’aria l’odore di bruciato dopo l’incendio divampato nella serata di mercoledì, un incendio che si è scatenato per un cortocircuito e del quale uno degli abitanti dei due condomini si è accorto solamente perché la luce in casa funzionava a intermittenza e si è quindi recato nel piccolo stanzino dei contatori per verificare il motivo del malfunzionamento.

Dai rilievi effettuati sul posto fin dal momento in cui è stato spento l’incendio è risultato comunque che le fiamme non sono divampate dal quadro centralizzato dei due condomini in cui sono presenti i contatori dell’Enel, ma dal centralino di protezione dell’impianto dello stesso utente corso a controllare i contatori.

Quello però che molti degli abitanti dei due condomini di via Curiel il giorno dopo l’incendio hanno continuato a chiedersi è che cosa sarebbe potuto succedere se l’incendio fosse divampato durante la notte e non ci fosse stato nessuno in grado di accorgersi che c’era qualcosa che non funzionava nell’impianto elettrico.

La situazione sta quindi tornando alla normalità anche se diversi condomini nella giornata di ieri hanno scelto di non andare al lavoro. Chi ha avuto la possibilità è rimasto tutto il giorno all’interno del proprio cortile di casa, guardando i lavori di ripristino delle utenze che sono andati avanti per tutto il giorno e ricominciando a portare all’interno dei propri appartamenti gli oggetti che la sera prima, quando è stato il momento di evacuare i due palazzi, avevano portato con sé.

Quel che è certo è che per le otto famiglie che sono state costrette a passare la notte fuori dalle proprie case e con la paura di poter perdere tutto non è stato facile rientrare nei propri appartamenti come se niente fosse. Ci vorrà tempo perché la quotidianità riprenda i suoi ritmi.



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