Gazzetta di Reggio

Reggio

Aperta la cassaforte, rubano tutto

Furto in una casa di via Cantù: i ladri entrano nella villetta in pieno giorno

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REGGIO EMILIA. «Hanno agito in pieno giorno, entrando in casa nostra e tagliando in due la cassaforte». Il furto in abitazione dal bottino importante – circa 8mila euro in gioielli d’oro – è stato consumato giovedì pomeriggio in via Cantù, a Marmirolo, al confine tra il territorio cittadino e Rubiera. Lì, in un’abitazione bifamiliare, vivono una operaia di 50 anni, vedova, e il figlio 24enne, con accanto gli anziani suoceri. Madre e figlio erano fuori: erano usciti alle 13.30 e la casa era rimasta sguarnita.

Alle 16.30 è rincasato per primo il figlio, che si è subito reso conto che qualcosa non andasse. Infatti la finestra della cucina al pian terreno, che guarda sulla strada principale, era spalancata, mentre era stata chiusa regolarmente. «In precedenza avevano provato a entrare dalla finestra sul retro, che però ha le inferriate, perciò non ci sono riusciti: l’abbiamo trovata scassinata – spiega la proprietaria – A quel punto, non hanno esitato a entrare dalla parte più visibile». Il giovane, subito raggiunto dalla madre, ha trovato i locali a soqquadro: i ladri avevano frugato ovunque, gettando abiti e soprammobili per terra e setacciando tutti gli ambienti finché, nel sottotetto, hanno scoperto la cassaforte. «Hanno tagliato a metà con un flessibile lo sportello del forziere e hanno arraffato il contenuto: soprattutto monili d’oro, collane, braccialetti e orologi, alcuni erano ricordi di famiglia».

Sul posto si è recata una pattuglia della polizia, per il sopralluogo. Gli suoceri hanno riferito agli agenti di aver sentito dei forti rumori (i malviventi devono aver armeggiato a lungo per forzare la cassaforte sul posto) e, quando si sono affacciati alla finestra, hanno visto tre individui incappucciati correre via e salire su un’auto con tutta probabilità guidata da un quarto complice, ma non sono stati in grado di indicare il modello della macchina e pare che i vicini non abbiano notato nulla. «Mi spaventa il fatto che mio figlio avrebbe potuto trovarsi davanti la banda – conclude la 50enne – Non è il primo colpo che subiamo: i ladri ci avevano visitato anche tre anni fa, ma avevano preso ben poco perché non avevano trovato la cassaforte nascosta». (am.p.)

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