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Importuna la studentessa poi aggredisce il fratello

Importuna la studentessa poi aggredisce il fratello

Il brutale pestaggio in viale Montegrappa dove il 22enne attendeva la sorella Il giovane finisce in ospedale e viene operato, arrestato un lattoniere egiziano  

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REGGIO EMILIA. Due fratelli reggiani hanno vissuto momenti tremendi giovedì sera – intorno alle 21 – fra viale Umberto I e viale Montegrappa, conclusisi con l’arresto dell’egiziano 42enne Salam Ibrahim Mohammed Ahmed. È una vicenda di un’assurda brutalità.

Tutto comincia con l’arrivo dell’autobus in viale Umberto I, da cui scende una studentessa 20enne che a piedi punta verso viale Montegrappa dove ha appuntamento con il fratello che la deve accompagnare a casa. Durante il tragitto la giovane pian piano capisce d’essere seguita da un uomo alla guida di un furgoncino. Ma chi è al volante comincia anche ad importunarla, con frasi, suonando il clacson e fischiando ripetutamente al suo indirizzo. Dopo aver percorso 300 metri sotto quella pressione, finalmente la 20enne raggiunge il fratello che si accorge subito di quanto sia preoccupata.

Resosi conto della situazione, il fratello va a chiedere spiegazioni all’uomo sul furgoncino. Dalle parole si passa ad un vero e proprio pestaggio, come ricostruito dai carabinieri attraverso alcune testimonianze. L’egiziano sbatte contro un muro il 22enne, lo fa cadere a terra, gli rifila dei calci in faccia e gli salta letteralmente sopra una caviglia. La sorella grida, chiede aiuto e c’è chi assiste alla furiosa lite. Violenza che termina solo con l’arrivo prima di una pattuglia della polizia municipale e poi dei carabinieri. Il nordafricano – un richiedente asilo che poi ha regolarizzato la propria posizione, vive a Quattro Castella e lavora come lattoniere – finisce in manette con l’accusa di lesioni personali. Per le ferite riportate il 22enne viene portato in ospedale ed operato per la frattura alla caviglia destra. Ha anche lesioni su varie parti del corpo. Ricoverato al Santa Maria Nuova, ha una prognosi superiore ai sessanta giorni. Oggi l’udienza di convalida dell’arresto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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