Maxi evasione, barista reclama in aula due gioielli
di Tiziano Soresina
I preziosi, oltre a macchine e case, sono stati sequestrati al 72enne Aldo Ruffini La donna: «Mi furono rubati». La difesa: «Sono monili della suocera, ecco le foto»
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REGGIO EMILIA. È in corso una querelle non indifferente nel procedimento incentrato sul maxi sequestro patrimoniale da ben 24 milioni di euro che vede nel mirino il commerciante 72enne Aldo Ruffini.
Per la guardia di finanza – coordinata dai pm Valentina Salvi e Giulia Stignani – si tratta di un’evasione fiscale milionaria: bloccati gioielli, una decina di auto e due immobili in luoghi di vacanza. E nell’ultima recente udienza ha preso corpo un inaspettato braccio di ferro. Una barista reggiana dice di aver riconosciuto in televisione due dei gioielli sequestrati (un collier e un bracciale decisamente di valore) e dopo la conferma del riconoscimento in caserma, ha reclamato i due monili in aula, spiegando che li aveva da tempo e poi le erano stati rubati. A quest’assegnazione dei gioielli si è opposto il difensore del commerciante – cioè l’avvocato Nino Ruffini – depositando due foto del 1993 e 1996 in cui i monili sono indossati dalla suocera del 72enne. Dove sta la verità? Per il momento il collegio giudicante (composto dai magistrati Cristina Beretti, Andrea Rat e Stefano Catellani) non ha preso una decisione. Un altro “nodo” importante si è creato sulla decina di macchine che l’amministratore giudiziario Andrea Scerrino ha prima destinato in uso alla Finanza ma che ha rinunciato, poi l’intenzione di metterle all’asta per evitare che continuino a deprezzarsi ed anche per gli alti costi della loro custodia. Anche in questo caso l’avvocato Ruffini ha fatto ricorso e l’asta è stata bloccata, in attesa che il perito nominato certifichi il valore di quelle auto e i costi della loro conservazione per “orientare” i giudici nella loro decisione. La procura contesta ad Aldo Ruffini l’esercizio abusivo d’attività finanziaria, usura, ricettazione, riciclaggio, contraffazione di marchi, reati tributari, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per la guardia di finanza – coordinata dai pm Valentina Salvi e Giulia Stignani – si tratta di un’evasione fiscale milionaria: bloccati gioielli, una decina di auto e due immobili in luoghi di vacanza. E nell’ultima recente udienza ha preso corpo un inaspettato braccio di ferro. Una barista reggiana dice di aver riconosciuto in televisione due dei gioielli sequestrati (un collier e un bracciale decisamente di valore) e dopo la conferma del riconoscimento in caserma, ha reclamato i due monili in aula, spiegando che li aveva da tempo e poi le erano stati rubati. A quest’assegnazione dei gioielli si è opposto il difensore del commerciante – cioè l’avvocato Nino Ruffini – depositando due foto del 1993 e 1996 in cui i monili sono indossati dalla suocera del 72enne. Dove sta la verità? Per il momento il collegio giudicante (composto dai magistrati Cristina Beretti, Andrea Rat e Stefano Catellani) non ha preso una decisione. Un altro “nodo” importante si è creato sulla decina di macchine che l’amministratore giudiziario Andrea Scerrino ha prima destinato in uso alla Finanza ma che ha rinunciato, poi l’intenzione di metterle all’asta per evitare che continuino a deprezzarsi ed anche per gli alti costi della loro custodia. Anche in questo caso l’avvocato Ruffini ha fatto ricorso e l’asta è stata bloccata, in attesa che il perito nominato certifichi il valore di quelle auto e i costi della loro conservazione per “orientare” i giudici nella loro decisione. La procura contesta ad Aldo Ruffini l’esercizio abusivo d’attività finanziaria, usura, ricettazione, riciclaggio, contraffazione di marchi, reati tributari, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
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