Parte il cantiere per il “Collaboratorio”
di Luciano Salsi
Raso al suolo un fabbricato dietro ai Chiostri di San Pietro. Al suo posto spazi per riunioni e laboratori
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REGGIO EMILIA. Sono ormai avviati i lavori per la realizzazione del Collaboratorio nel quadro del restauro e recupero funzionale dei Chiostri di San Pietro. Il cantiere è visibile dal parcheggio retrostante i poliambulatori di viale Monte San Michele.
Il fabbricato interno, che non aveva alcun valore architettonico, è stato raso al suolo. Al suo posto sorgerà una costruzione di uguale cubatura (700 metri quadri di superficie calpestabile) il cui progetto, firmato dall’architetto Andrea Zamboni, era passato al vaglio di una commissione delle sovrintendenze, dovendosi intonare alle linee dell’edificio storico. Il Comune, proprietario dell’intero complesso, aveva ricevuto dall’Unione Europea, attraverso la Regione, un finanziamento di due milioni e 200mila euro per il restauro dei Chiostri e di un milione e 250mila per la realizzazione dell’attiguo Laboratorio aperto, ribattezzato Collaboratorio.
L’intervento è diretto dal dirigente comunale Massimo Magnani ed eseguito dalla cooperativa Tecton. La conclusione dei lavori è prevista per il prossimo mese di luglio.
Il nuovo fabbricato comprenderà spazi per il lavoro collaborativo, per le riunioni e per tre laboratori attrezzati, oltre ad una caffetteria. Intanto sta per uscire il bando della gara con cui sarà individuato il soggetto gestore.
Si tratterà, probabilmente, di un’aggregazione di imprese incaricate di sviluppare quattro linee di attività: la gestione degli spazi dei Chiostri di grande valore culturale, la raccolta dei dati da fornire alle imprese sociali per soddisfare i bisogni della comunità, la cura dei servizi civici di prossimità (ad esempio l’estensione alla città intera del wi-fi installato a Coviolo) e la formazione permanente di pedagogia urbana rivolta a tutte le classi d’età.
Il fabbricato interno, che non aveva alcun valore architettonico, è stato raso al suolo. Al suo posto sorgerà una costruzione di uguale cubatura (700 metri quadri di superficie calpestabile) il cui progetto, firmato dall’architetto Andrea Zamboni, era passato al vaglio di una commissione delle sovrintendenze, dovendosi intonare alle linee dell’edificio storico. Il Comune, proprietario dell’intero complesso, aveva ricevuto dall’Unione Europea, attraverso la Regione, un finanziamento di due milioni e 200mila euro per il restauro dei Chiostri e di un milione e 250mila per la realizzazione dell’attiguo Laboratorio aperto, ribattezzato Collaboratorio.
L’intervento è diretto dal dirigente comunale Massimo Magnani ed eseguito dalla cooperativa Tecton. La conclusione dei lavori è prevista per il prossimo mese di luglio.
Il nuovo fabbricato comprenderà spazi per il lavoro collaborativo, per le riunioni e per tre laboratori attrezzati, oltre ad una caffetteria. Intanto sta per uscire il bando della gara con cui sarà individuato il soggetto gestore.
Si tratterà, probabilmente, di un’aggregazione di imprese incaricate di sviluppare quattro linee di attività: la gestione degli spazi dei Chiostri di grande valore culturale, la raccolta dei dati da fornire alle imprese sociali per soddisfare i bisogni della comunità, la cura dei servizi civici di prossimità (ad esempio l’estensione alla città intera del wi-fi installato a Coviolo) e la formazione permanente di pedagogia urbana rivolta a tutte le classi d’età.
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